Morta nel dirupo, lo sfogo di Simona prima di sparire. Il giorno di sparire nel nulla Simona Bimbi aveva confidato alle amiche di sentirsi ‘inutile e invisibile’. Il suo corpo è stato ritrovato senza vita all’interno della sua auto, in fondo a una scarpata nel territorio di Chianni, a mezz’ora da casa. Tra le ipotesi in campo anche quella di un gesto estremo.

Incidente o gesto estremo: queste le due ipotesi sulle quali gli investigatori lavorano dopo il ritrovamento del corpo di Simona Bimbi, la maestra di Pisa scomparsa il 18 agosto e ritrovata ieri senza vita all’interno della sua auto, in fondo a una scarpata nel territorio di Chianni, a mezz’ora da casa. Simona, maestra d’asilo a Forcoli e mamma di due figlie, si era allontanata da casa alla guida della sua ‘Hyundai i10′ bianca intorno alle 8 e 45 del mattino. “Vado a fare un giro e torno presto” aveva detto alle figlie sorridendo.

La scomparsa

Apparentemente nulla, quella mattina, turbava il suo umore. Quando, alcune ore dopo, non ha fatto rientro a casa, le ricerche in capo al comandante dei carabinieri di Palaia, si sono estese su tutto il territorio limitrofo alla sua abitazione. Di Simona nessuna traccia  fino al ritrovamento in una zona impervia, ai piedi del Montevaso, del suo veicolo. Pochi i dubbi sul fatto che a causare la morte sia stato l’impatto dopo che l’auto è finita fuori strada. Ciò che la famiglia attende di conoscere, tuttavia, è l’esito degli accertamenti che permetteranno di concludere se si è trattato di un drammatico incidente o di un gesto volontario.

Lo stress del lockdown
Secondo le persone che le erano vicine, Simona non attraversava un periodo buio, anche se l’emergenza Covid aveva imposto la chiusura dell’asilo dove lavorava. Separata e madre di due figlie, la maestra era ora in attesa che la scuola potesse riaprire per dedicarsi nuovamente al lavoro che le stava a cuore. Tuttavia, proprio il giorno di sparire nel nulla, come riporta il Corriere, aveva confessato alle amiche di sentirsi “invisibile” e “inutile”. Sarà il risultato dell’autopsia disposta dal sostituto procuratore Egidio Celano a chiarire le cause della morte e a sgombrare, insieme agli accertamenti sulla dinamica della caduta nel dirupo, il campo da ogni dubbio circa la volontarietà del gesto.