Moglie lo lascia dopo 50 anni per l’amico ritrovato su Facebook: lui la uccide a coltellate

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A 69 anni Sheila Thomas non aveva perso lo spirito giovanile e la speranza nel futuro.

E, dopo aver passato 50 anni intrappolata in un matrimonio che l’aveva resa infelice, quando la vita le ha concesso una seconda chance non se l’è fatta sfuggire. Ha accettato la corte di Victor Cassar, un vecchio amico di gioventù di 74 anni che l’aveva contattata su Facebook, e aveva cominciato a flirtare con lui: sentiva di meritarsi un po’ di felicità anche lei, dopo aver allevato cinque figli ed essere stata una brava moglie, capace di sopportare qualsiasi sacrificio. Con Victor stava finalmente bene, sentiva di potersi confidare e, quando suo marito, il 74enne David Thomas, l’ha scoperta, non ha avuto esitazioni: ha fatto le valigie ed è andata a vivere con il suo nuovo fidanzato per dare un senso nuovo alla sua esistenza. Non sapeva che il suo volo verso la libertà aveva le ore contate: un mese dopo essere andata via, David l’ha uccisa a coltellate. A oltre cinque mesi dall’omicidio l’assassino è finito sotto processo, dopo aver sempre negato qualunque coinvolgimento nella morte della moglie e aver raccontato una diversa versione dei fatti.

La tragedia è avvenuta il 24 luglio scorso a Herne Hill, nel sud-est di Londra. Un mese prima, il 28 giugno, Sheila era andata via per sempre dalla casa coniugale e quel giorno era tornata per portare via le sue ultime cose. Il marito le aveva assicurato che non si sarebbe fatto trovare e che avrebbe potuto prendere tutto con calma, da sola. Non era vero: come ha appurato l’inchiesta, David si era acquattato in una stanza per aspettarla e tentare di bloccarla. Un agguato in piena regola premeditato da tempo: l’omicidio non è stato il frutto di un raptus, ma il risultato di un piano premeditato. Alcuni vicini hanno sentito le urla disperate di Sheila che tentava inutilmente di difendersi dall’assalto e quelle minacciose di David che la incalzava chiedendole dove fosse andata a vivere. Poi, insieme alle urla, tonfi sordi e ritmati, fino a quando Sheila non ha urlato più. Quei tonfi erano le coltellate che David le stava infliggendo. Quando la polizia, allertata dai residenti della zona, è arrivata sul posto, David si è baricato in casa per un po’, poi si è presentato sanguinante con delle ferite al petto che si era autoinflitto. “C’è stata una colluttazione – disse agli agenti – Mia moglie è al piano di sopra”.  Da quel momento in poi ha sempre negato l’omicidio, dicendo di non essere stato lui a ucciderla. Ora, a inchiesta conclusa, è stato incriminato e portato davanti al giudice.

Sotto choc, ovviamente, tutta la famiglia: nessuno immaginava che David potesse arrivare a tanto. E quando, prima della vicenda, i parenti avevano saputo che David aveva preso informazioni per l’acquisto di una pistola, si erano preoccupati per lui, temendo che potesse usarla contro se stesso, vista la depressione in cui era caduto per l’abbandono da parte della moglie: nessuno lo riteneva capace di farle del male. Sembrava che volesse solo riconquistarla, tanto che chiedeva a tutti informazioni su dove fosse andata a vivere. Invece, senza che nessuno se ne fosse accorto, la sua mente era già caduta in preda a un folle desiderio di vendetta che ha spezzato in un colpo solo il volo di Sheila verso la felicità.

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