Dopo un passato di violenze, culminato anche in un periodo trascorso in carcere, a 27 anni Daniel si è laureato in Scienze della formazione all’Università Cattolica di Milano. Ad assistere alla cerimonia anche il pubblico ministero che ne aveva chiesto il processo e la condanna. Adesso Daniel può continuare a inseguire il suo sogno: diventare educatore per aiutare tanti altri adolescenti a non inciampare nei suoi stessi errori.

Da adolescente si era reso protagonista di ripetuti gesti criminali, oggi invece si è laureato in Scienze della formazione e sogna di diventare educatore. La storia, che è stata raccontata sulle pagine del “Corriere della Sera”, vede come protagonista Daniel, un ragazzo di 27 anni cresciuto tra le vie di Quarto Oggiaro, uno dei quartieri di Milano che continuano a essere ritenuti per certi versi più problematici. Tanti gli errori di gioventù, ma adesso per Daniel è arrivato il momento del riscatto. Nella giornata di mercoledì 12 febbraio Daniel ha indossato la corona d’alloro, festeggiando la laurea presso l’Università Cattolica con amici e parenti. Presente alla cerimonia di proclamazione anche il pubblico ministero del tribunale per i minorenni che ne aveva chiesto il processo e la condanna in tutte le udienze in cui il giovane era finito imputato.

Daniel vuole diventare educatore e aiutare altri ragazzi a non sbagliare
Dopo aver conseguito la laurea in Scienze della formazione, il sogno di Daniel è ora quello di diventare educatore, trasmettendo ai ragazzi più problematici il valore del dialogo. Daniel si porta sulle spalle tutto il peso dei suoi errori, per i quali ha dovuto scontare un periodo di detenzione, trascorso tra il carcere minorile Beccaria, la casa circondariale di San Vittore e la comunità di recupero Kayròs di don Claudio Burgio. Dopo aver affrontato il carcere e aver pagato per i suoi sbagli, ora il 27enne può però aiutare tanti altri adolescenti a non inciampare nei suoi stessi errori. Prima di iniziare a lavorare a tutti gli effetti come educatore Daniel ha già iniziato ad assistere un ragazzo difficile, tentando di mettere in pratica gli insegnamenti appresi nel corso degli anni dell’università. La sua è la testimonianza concreta di come il riscatto è sempre possibile, e che da ogni errore si può trarre un insegnamento importante e crescere migliorandosi.