Il decreto Salvini, sicurezza e immigrazione, la nuova hit di un governo sempre più sbilanciato. Passi avanti verso un sistema legislativo ancor più inconsistente di quanto già non lo fosse. Del decreto Salvini si è parlato tanto senza, in molti casi, chiarire di cosa si tratti; un breve riassunto potrebbe aiutarci a capire meglio, in questo La Repubblica è stata magistrale:

“Abolizione della protezione umanitaria. È una delle tre forme di protezione che si possono garantire agli stranieri insieme all’asilo politico e alla protezione sussidiaria (queste due regolate da trattati internazionali). Sarà sostituita da un permesso di soggiorno della durata di un anno per sei fattispecie specifiche, tra cui motivi civili, medici o per calamità naturali nel paese di origine. Chi oggi gode di un permesso di soggiorno per protezione umanitaria (che ha durata biennale) lo perderà se fa ritorno nel suo paese di origine.

Revoca status di richiedente asilo. È una disposizione che allunga l’elenco di reati che comportano la sospensione della domanda d’asilo e causano l’espulsione immediata, con l’inserimento tra gli altri di violenza sessuale, lesioni aggravate e oltraggio a pubblico ufficiale. La revoca dello status di richiedente asilo a causa di violazioni di questo tipo dovrebbe arrivare dopo una sentenza di primo grado, il che rischia di essere incostituzionale visto che fino al terzo grado di giudizio c’è per tutti la presunzione di innocenza.

Revoca della cittadinanza. È una norma simile a quella approvata due anni fa in Francia e che prevede la revoca della cittadinanza per persone ritenute un pericolo per lo stato. La Corte Costituzionale, però, considera la cittadinanza tra i diritti inviolabili e anche questa disposizione rischia quindi di essere considerata incostituzionale.

Raddoppio del trattenimento. Nei Centri per il rimpatrio (i vecchi CIE) gli stranieri in attesa di espulsione potranno essere tenuti non più per 30 giorni, prorogabili per altri 15, ma per 60 giorni prorogabili di altri 30.

Nuove procedure per il noleggi di furgoni. Lo scopo della norma, secondo quanto riferito ai giornali, è rendere più complicato l’utilizzo di veicoli nel corso di attentati.

Aumento di pene per gli occupanti. Chi occupa abusivamente edifici o terreni potrà essere condannato a pene maggiori e nel corso delle indagini la magistratura sarà autorizzata a utilizzare intercettazioni telefoniche.

Estensione del DASPO urbano. Si tratta di un provvedimento introdotto dal decreto Minniti del 2017 che prevede che sindaco e prefetto possano multare e allontanare da alcune zone della città persone che mettono a rischio la salute di cittadini o il decoro urbano. Il decreto aggiunge alle aree proibite anche i mercati e include nella lista di chi può subire il DASPO anche i “sospettati di terrorismo internazionale”.

Ridimensionamento del sistema SPRAR. Nella conferenza tenuta al termine del Consiglio dei ministri, Salvini ha detto che lo SPRAR – il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, cioè quello della cosiddetta “seconda accoglienza” – continuerà ad esistere ma solo per «i titolari di protezione internazionale e per i minori non accompagnati».”

Il decreto attende la firma del Presidente della Repubblica, dubbioso sull’urgenza della norma. Parte del testo pecca di incostituzionalità e la sua urgenza, appunto, pare relativa.

Nel dettaglio, il decreto non presenta peculiarità particolarmente incisive, a differenza di quanto annunciato nella sua campagna pubblicitaria. Leggi come prodotti, venduti al popolo in pillole consumistiche.

Il problema più grave giace nella fanfara attorno ad una crisi fittizia; tra le mille parole l’Acquarius è stata cancellata dai registri nautici di Panama, impedendone formalmente la navigazione. La nave di soccorritori ha 58 migranti a bordo, diverse nazioni europee si son proposte per lo smistamento che avverrà in acque internazionali ad opera della Guardia Costiera maltese. Le modalità sono ancora sconosciute. Nel frattempo una violenta bufera da Nord-Ovest spazza il Mediterraneo con onde di diversi metri, rallentando così ulteriori partenze. Il sistema di deportazione dall’Italia all’Africa sta riscontrando diverse difficoltà logistiche. Diversi voli sono già stati cancellati, dando qualche possibilità ai mal capitati destinati al rimpatrio. Drammatici aggiornamenti riguardano la Guardia Costiera libica, composta a quanto pare da milizie mal organizzate.

Una situazione al limite dell’inverosimile, una bomba ad orologeria pronta a scoppiare. I rapporti tra i vari attori Europei e non si stanno sempre più irrigidendo, e le stesse nazioni unite tremano alle dichiarazioni di Trump. La speranza che politica e umanità si rincontrino è forte, ma le prospettive non paiono rosee.

Articolo e foto a cura di Andrea Mignogna

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