Migranti: il calo di un flusso estraneo.

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Le richieste di asilo calano su tutto il territorio europeo. I dati raccolti, relativi al 2018, mostrano una situazione chiara, se letta nel dettaglio.

Le richieste hanno infranto in negativo la barriera delle 641 mila domande annue su tutto il territorio comunitario, risultando più basse dell’ultimo anno pre-crisi, il 2014. Il 20% dei richiedenti asilo sono siriani, seguono afgani e iracheni. Il flusso mediorientale non riguarda il mediterraneo occidentale. Le nostre coste, infatti, sono interessante da una migrazione di origine per lo più africana, con quote di molto inferiori a quelle registrati dal resto d’Europa. Il gran chiasso attorno a quattro sbarchi perde definitivamente ogni base d’appoggio. Tutte le volte che l’italiano si è lamentato di non ricevere abbastanza supporto dall’UE non calcolava che sulle altre frontiere si giocava una partita ben più importante della nostra. Roma caput mundi, non più! Anche se facessimo riferimento al solo mediterraneo, la Grecia ha visto traffici dieci volte superiori, con una popolazione pari a un sesto della nostra. La Germania ne ha accolto circa un milione. La spagna, al giorno d’oggi, non ha eguali sul numero di rifugiati accolti. Perché l’Italia deve grida al lupo senza neanche avvicinarsi ad una crisi reale? Alle figuracce da cialtroni siamo ormai abituati.

Ci siamo abituati anche alla macchina dell’odio di cui ormai facciamo parte. Ma come abbiamo fatto ad arrivare a tutto questo? Colpa di un’invasione o solo di un messaggio gestito male?

Basare l’intera propaganda politica di un individuo su un solo argomento è cosa nota e consunta. Impreziosirla con odio e nazionalismo però da una lucidata a vecchi modi obsoleti portandoli ad unire l’intera nazione verso un unico nemico. Se il demonio da combattere esista o meno non importa a nessuno, l’importante è odiare. L’importante è scrivere la propria opinione senza cognizione di causa, basandosi solo sul sentito dire, sullo slogan, sull’indottrinamento di una propaganda efficiente e capillare.

Un gran rumore ha portato effetti disastrosi, tra cui il blocco di buona parte delle ong che operavano in mare. Senza le navi dei soccorritori, centinaia di persone rischiano di perdere la vita. Un’avaria, una mareggiata o semplicemente un’incursione della guardia costiera libica bastano a portar negli abissi un’imbarcazione con oltre cento persone a bordo. E’ successo anche venerdì scorso, con 120 dispersi al largo delle coste libiche e continuerà a succedere, nonostante i porti chiusi, nonostante la guerra alle ong e nonostante i tagli ai sistemi d’accoglienza che, negli ultimi mesi hanno portato solo disagi, tra i migranti e sopratutto tra gli italiani. In molti stanno perdendo il lavoro, basato per lo più sulla filiera dell’immigrazione.

Intanto a Lampedusa si continua a sbarcare quasi ogni giorno.

Andrea Mignogna – Freelance Photographer

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