“Mi faccio giustizia da sola”. Mamma uccide pedofilo con 15 colpi di pistola. Una storia accaduta anni fa, ed ora finalmente è stata fatta giustizia. Un uomo avrebbe abusato di una bambina per 15 anni ma nessuno aveva mai sospettato di lui. Poi è arrivata la vendetta della mamma della bambina che, per anni aveva subito in silenzio. Scopriamo i dettagli.

Il suo nome è Julia, adesso ha 22 anni ma i suoi abusi risalgono al periodo della sua adolescenza, quando aveva appena 11 anni.

La storia si è svolta negli Stati Uniti d’America. In Alabama un uomo di 59 anni, Raymond Earl Brooks, frequentava una famiglia in cui vi era anche una bambina di soli 4 anni di nome Julia Maynor. Quest’uomo era ben conosciuto ed accettato in casa, tanto da essere considerato una specie di nonno adottivo per la bambina.

Quello che la mamma ed il papà di Julia non sapevano era che il maledetto aveva sin dall’inizio messo le mani addosso alla bambina. Il pedofilo aveva abusato della piccola Julia per dieci lunghi anni, sino a quando la bambina non raggiunse i 15 anni di età.

Quando la ragazzina ha raccontato tutto quello che subiva, per l’uomo è arrivata la fine.

Raymond Earl Brooks interrogato e messo alle strette in sede processuale ha confessato quanto fatto ai danni della bambina ed ammesso le sue colpe, per le quali è stato condannato a 27 mesi di carcere, poco più di due anni. La sentenza ha scatenato tantissime polemiche in America e nel mondo ed il padre di Julia, Jay Maynor, ha considerato da subito quella pena assolutamente irrisoria per un delitto come quello commesso dal pedofilo su sua figlia.

La mamma di Julia, ha deciso di farsi giustizia da sola e uccidere, sparandogli 15 colpi di pistola. La donna è stata quindi accusata di omicidio, così da essere condannata a 30 anni di carcere.

La figlia Julia ha difeso la madre: «La mia è una mamma meravigliosa, la migliore. Purtroppo, per quanto mi riguarda, ogni giorno rivivo quei momenti, la mattina fatico ad alzarmi dal letto. Ho provato una terapia ma non ha funzionato», ammettendo che per lei andare avanti senza il supporto della mamma è difficile.

Monika, in carcere riferisce di essere soddisfatta di quello che ha fatto: violentare sua figlia è stato come ammazzarla e nessuna pena sarebbe stata sufficiente per punire l’uomo, suo padre, che aveva abusato della sua bambina. Gli avvocati di Monika sono fiduciosi e pensano che la pena si potrà abbreviare grazie alla buona condotta della donna.