Anna Cattarin, la mamma di Marco Cestaro, il ragazzo investito dal treno nel Trevigiano due anni fa, non crede al suicidio. “La procura vuole archiviare, ma sarebbe come ucciderlo due volte”. Marco, 17 anni, è stato trovato agonizzante sui binari della linea ferroviaria di Villorba il 13 gennaio 2017. Per i consulenti di parte civile le ferite sul suo corpo sono incompatibili con quelle di un corpo travolto da un treno.

La Procura ha chiesto l’archiviazione per suicidio della morte di Marco Cestaro, lo studente di 17 anni investito da un treno il 13 gennaio 2017 a Villorba (Treviso). Il ragazzo è stato trovato in fin di vita sui binari della linea ferroviaria, a mezzo 500 metri dalla stazione di Lancenigo. Anna Cattarin, la mamma di Marco, che non ha mai creduto al suicidio, non ci sta a far archiviare il caso. Sostenere che si sia tolto la vita è come ucciderlo una seconda volta. Marco è stato ammazzato – dice al settimanale ‘Giallo’ – ci sono elementi chiari e lampanti. È stato ucciso altrove e poi abbandonato lì per simulare un gesto volontario”.

Era il 13 gennaio 2017 quando Marco è stato trovato agonizzante. Il ragazzo di Fontane di Villorba è stato soccorso e trasportato in ospedale, dove è rimasto tre giorni prima che il suo cuore smettesse di battere per sempre. Per gli investigatori si tratta di suicidio, ma la perizia medico-legale stilata dal consulente della famiglia di Marco, stabilisce che le ferite sul corpo del ragazzo sono incompatibili con quelle prodotte dall’impatto con la vettura. Non solo. Sempre secondo quanto accertato dai medici legali, Marco avrebbe perso circa tre litri di sangue, ma nella’area in cui è stato ritrovato il corpo non è stata trovata traccia di una quantità così copiosa. Tre mesi prima sulla stessa linea ferroviaria anche il padre del ragazzo si era tolto la vita. “Non lo avrebbe mai fatto, non si sarebbe mai tolto la vita lasciandomi da sola, sapeva che era il mio unico riferimento”.

Negli ultimi giorni Marco appariva sereno, aveva anche adottato un cucciolo di cane che amava moltissimo e portava sempre con sé. Quella mattina aveva scritto un messaggio alla mamma per avvertirla che sarebbe entrato a scuola più tardi e un altro alla sua insegnante. “Prof le devo parlare di una cosa importante” aveva scritto, ma a scuola Marco non ci è mai arrivato. Sparito anche il cellulare, quello con cui aveva comunicato, non è mai stato ritrovato. Alcuni ragazzi, peraltro, sono stati intercettati mentre parlavano di un ragazzo investito da un treno alle 17 e 20, quaranta minuti prima che Marco venisse ritrovato e fosse dato l’allarme. Come facevano a sapere che Marco fosse lì?