Mamma dona fegato. L’intervento record, durato ben dieci ore, è stato eseguito da una equipe altamente specializzata e coordinata dal professore Jean de Ville de Goyet, il medico belga direttore del programma di chirurgia addominale pediatrica dell’Ismett, l’Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione.

Trapiantato di fegato a soli otto mesi di vita grazie alla madre che è diventata anche il suo donatore vivente salvandogli la vita. È la storia Lucio, piccolo paziente che all’Ismett di Palermo, l’Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione, ha trovato la soluzione ai suoi problemi di salute. L’intervento record, durato ben dieci ore, è stato eseguito da una equipe altamente specializzata e coordinata dal professore Jean de Ville de Goyet, il medico belga direttore del programma di chirurgia addominale pediatrica dell’Ismett. A raccontare la storia del piccolo Lucio è stato un servizio della trasmissione tv  “Le Iene Show” che ha seguito il percorso della famiglia di origine romana che dalla Capitale è volata in Sicilia per affidarsi alle cure di uno dei quattro centri che fa più trapianti pediatrici in Europa.

Lucio però è solo l’ultimo bimbo in termini temporali ad essere entrato nel reparto trapianti dell’Ismett. Nato alla fine degli anni novanta, infatti, l’ospedale da tempo è diventato un punto di riferimento e di eccellenza per tutta la sanità del sud Italia con più di 500 trapianti all’attivo e quasi il 100% di risultati positivi. Molto del merito va proprio al professore Jean de Ville de Goyet, considerato uno dei massimi esperti della chirurgia pediatrica addominale e del trapianto di fegato pediatrico. Dopo aver guidato il Dipartimento di Chirurgia e Centro trapianti dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, il professore è arrivato tre anni fa a Palermo dove alla guida dell’istituto ha portato l’Ismett a specializzarsi in trapianti di fegato pediatrico da vivente fino ad avere la migliore percentuale di sopravvivenza di organo e paziente in Italia pari praticamente al cento per cento.