Dosi ingenti di stupefacenti iniettate in vena avrebbero causato la morte per suicidio di Selene Barbuscia lo scorso 4 luglio, ma lei, come racconta la madre ‘aveva il terrore degli aghi’. Si indaga nuovamente sulla morte della 32enne trovata cadavere a Olbia. “Mi ammazzano” aveva detto a mamma Daniela.

“Mamma aiutami, mi ammazzano”. Selene, 32 anni, madre di un bimbo aveva chiesto aiuto alla madre prima di morire, ufficialmente per overdose, in un appartamento di uno stabile disabitato, ex Asl, a pochi passi dalla ferrovia, nella periferia di Olbia, in via Peruzzi. Proprio Daniela Tassi, madre della ragazza ha ottenuto la riapertura delle indagini sulla triste e oscura vicenda dello scorso 4 luglio, quando Selene Barbuscia è stata ritrovata cadavere su un letto con le braccia all’indietro, dopo aver chiesto aiuto alla madre e a un’amica, parlando di quattro persone che le avrebbero fatto del male. “Bastonate, bastonate, bastonate, sono in quattro” ripete a all’amica in un audio choc diffuso dal programma ‘Chi l’ha visto’, che ha dedicato a Selene un servizio che andrà in onda nella puntata del 22 gennaio. “Lei mi disse ‘Mamma aiutami, mi vedrai morta – racconta mamma Daniela – Sono in quattro e io sono sola’. Ho la certezza che l’abbiano picchiata – insiste – che l’abbiano tirata per i capelli e sbattuta in terra”.

La droga in vena, ma Selene temeva gli aghi
Secondo Daniela Tassi, infatti, Selene sarebbe stata presa di mira perché aveva cominciato una collaborazione con le forze dell’ordine contro lo spaccio di droga sul suo territorio. E proprio la droga, secondo l’autopsia eseguita sul corpo, l’avrebbe uccisa. Dosi ingenti di stupefacenti iniettate in vena, avrebbero causato la morte di Selene, ma lei, come racconta la madre ‘aveva il terrore degli aghi’. Proprio come Pamela Mastropietro, vittima di una dipendenza che l’aveva portata nella soffitta di via Spalato dove ha trovato la morte, Selene è rimasta uccisa a causa di quella stessa droga che nell’ultima fase della sua vita stava cercando di combattere. Quella droga di cui era stata spacciatrice (nel 2013 viene arrestata per possesso e vendita di stupefacenti) e, infine, strenua oppositrice.

Una relazione burrascosa
Stava cercando di rimettersi in piedi per poter riprendere con sé il figlioletto che le era stato tolto dopo lo sfortunato matrimonio con uomo di origini di tunisine a 18 anni, in quelle montagne russe che era stata la sua vita. Nata a Jesi (Ancona), ma cresciuta a Sassoferrato con i fratelli, Selene si era rivelata sin dall’adolescenza una ragazza inquieta e tormentata. Era fuggita da casa più volte e altrettante aveva chiesto aiuto economico perché non riusciva a conservare un lavoro, ma poi aveva deciso di mettere la testa a posto. Nell’ultimo periodo aveva cominciato una storia, anche quella burrascosa, con un nuovo fidanzato. Proprio contro di lui si scaglia oggi la madre di Selene, che sin dal primo momento non ha creduto né all’ipotesi della morte accidentale né a quella suicida. Daniela Tassi, infatti, crede che l’ex di Selene, con cui era stata vista spesso litigare, possa sapere qualcosa.

L’ex alla madre di Selene: ‘Ammazzo anche te’
Per questo la donna ha deciso di affrontarlo, ma per tutta risposta è stata aggredita. L’uomo, infatti, le avrebbe chiuso il cancello contro il ginocchio, costringendola a operarsi. “Ammazzo anche a te” le avrebbe urlato. Dieci giorni prima della sua morte Selene si era fatta medicare all’ospedale per alcune ferite da taglio che erano state bollate come lesioni autoinflitte dai carabinieri che hanno indagato, d’ufficio, sull’episodio. Se fosse stato un avvertimento, si chiede mamma Daniela? Intanto, dalla stanza in cui la ragazza è stata ritrovata cadavere, ufficialmente suicida, è stata segnalata la sparizione di circa 1400 euro.