Laura Ziliani, due delle figlie arrestate per omicidio: “Uccisa per il suo patrimonio”

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Cadavere trovato a Temù, arriva la conferma del Dna.

Laura Ziliani, due delle figlie arrestate per omicidio. Nella mattinata di oggi, venerdì 24 settembre, due delle figlie di Laura Ziliani – l’ex vigilessa scomparsa da Temù (Brescia) l’8 maggio scorso e il cui corpo è stato trovato ad agosto – sono state arrestate. Con loro anche il fidanzato della più grande. Si ipotizza che il movente sia di natura economica: “Pensiamo che potrebbe essere stata uccisa per la gestione di alcuni immobili”, ha detto il capitano dei carabinieri di Breno, Filiberto Rosano, che ha condotto le indagini.

Le figlie di Laura Ziliani, l’ex vigilessa scomparsa l’8 maggio scorso dalla sua villa di Temù (Brescia), sono state arrestate con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Con loro anche il fidanzato della sorella più grande, uno studente universitario di 27 anni. Tutti e tre sono stati portati questa mattina, venerdì 24 settembre, nel carcere di Brescia. Dalle indagini è emerso che, le due giovani avrebbero deciso di uccidere la madre per moventi economici: “La donna aveva alcuni immobili nel Bresciano. Una delle ipotesi è che sia stata uccisa per la gestione di questi”, spiega il capitano dei carabinieri di Breno, Filiberto Rosano, che ha condotto le indagini.

A dare l’allarme sono state le figlie stesse che, per settimane, hanno dato una mano nelle ricerche e hanno lanciato diversi appelli per trovarla. A insospettire gli inquirenti sono state alcune incongruenze nei loro racconti, il ritrovamento delle scarpe e di un paio di jeans e l’allarme che sarebbe stato dato troppo presto. A rafforzare la tesi che qualcosa non andasse, è stato l’esito dell’esame tossicologico: probabilmente la donna prima di essere stata uccisa – sul come bisognerà attendere ulteriori indagini – è stata narcotizzata: nel suo corpo sono state trovate tracce di benzodiazepine.

Capitano, quante dosi di benzodiazepine sono state trovate nel corpo dell’ex vigilessa?

“Al momento non è stato quantificato. È stato trovato un composto del farmaco, ma sulle quantità si riserva la medicina legale”.

La donna quindi sarebbe stata narcotizzata?

“Sì, questa è l’ipotesi. Ovviamente stiamo continuando con le indagini per verificarla”.

Quale sarebbe stato il movente?

“Riteniamo che sia stato di natura economica. La donna infatti aveva alcuni immobili in tutta la provincia di Brescia. Quindi pensiamo che potrebbe essere stata uccisa per la gestione di questi”.

Capitano, alcuni mesi fa era emersa l’ipotesi che una delle figlie potesse aver preso il farmaco letale nella Rsa in cui lavorava. È cosi?

“La ragazza ha lavorato in una Rsa, tempo prima dell’omicidio. Poi si è licenziata, prima ancora della scomparsa. Non escludiamo però che possa avere preso il farmaco lì. Per ora però la considererei solo un’ipotesi investigativa”.

Il fidanzato che ruolo ha nella vicenda?

“La donna è scomparsa l’8 maggio da Temù. Le figlie sostengono che sia uscita per fare una passeggiata: sempre loro e il ragazzo della più grande hanno detto di essere stati svegli e di aver scambiato con lei alcune parole. Poi sarebbe uscita, sarebbe dovuta rientrare in casa alle 10 per andare in una discarica e gettare dei rifiuti legati alla ristrutturazione della villa. Alle 10 non sarebbe rientrata e loro alle 12 danno l’allarme. Le ricerche sono partite la mezz’ora successiva. Nella cantina troviamo, sotto a una cassa panca, il cellulare che loro avevano detto che poteva aver perso. Danno una descrizione dell’abbigliamento e le ricerche seppur molto accurate, non producono nulla”.

Sul ritrovamento della scarpa, sono emersi dei dubbi

“Sì, quando abbiamo trovato la prima scarpa, sono nati dei dubbi circa la sua posizione: è stata trovata nel torrente Fumeclo, in un luogo che non c’entrava nulla con la direzione che la 55enne avrebbe dovuta percorrere. È impossibile anche in caso di infortunio o malore, che una scarpa finisca lì. Il torrente nella parte alta non ha acqua e poi arriva in un punto dove è interrato. L’altra anomalia è stata l’altra scarpa che abbiamo trovato dopo: loro l’avrebbero nascosta in un’area vegetativa. A inizio giugno poi hanno nascosto un jeans. Era tutto parte dell’abbigliamento che loro avevano segnalato”.

Capitano, l’ipotesi è quindi che loro l’hanno uccisa prima per poi occultarne il cadavere e prendere dei vestiti da casa per nasconderli?

“Sì, crediamo di sì. È una delle ipotesi. C’è anche un malore anomalo”.

Cioè?

“Alcune settimane prima della scomparsa, aveva avuto un malore. Aveva dormito per 36 ore. Probabilmente aveva assunto farmaci ipnotici o antidepressivi che lei però non usava. Da lì abbiamo chiesto accertamenti e poi è emerso che nel corpo fosse presente la benzodiazepine”.

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