“Violentata, torturata impiccata ed esposta, cadavere, come un trofeo”. Così il collettivo Ni una de menos ha denunciato la morte di Daniela Carrasco, artista di strada nota come il ‘mimo’ e ritrovata impiccata alla periferia di Santiago, in Cile, lo scorso 20 ottobre. L’ultima volta che è stata vista in vita, Daniela era stata fermata dalla polizia nell’ambito delle proteste che hanno infiammato il Cile contro il regime di Sebastián Piñera. Secondo il rapporto ufficiale si sarebbe suicidata.

Violentata, torturata impiccata ed esposta, cadavere, come un trofeo. Così il collettivo femminista Ni una de menos ha denunciato la morte di Daniela Carrasco 36 anni, artista di strada nota come il ‘mimo’ e ritrovata impiccata a una recinzione alla periferia di Santiago, in Cile, lo scorso 20 ottobre. L’ultima che è stata vista in vita, Daniela, era stata fermata dalla polizia cilena nell’ambito delle proteste che hanno letteralmente incendiato il Cile questo autunno in cui, per la prima volta dalla dittatura di Pinochet, l’Esercito ha invaso le strade con i carrarmati, proclamando il coprifuoco. Il sospetto è che Daniela sia stata violentata e uccisa dagli stessi agenti che l’hanno fermata come atto politico dimostrativo contro chi si ribella al regime del presidente Sebastián Piñera, di cui si invocano le dimissioni.

Il video
“È stata rapita dalle forze militari nei giorni della protesta il 19 ottobre”denuncia il sindacato nazionale  di attori e attrici del Cile, che in questi giorni ha chiesto il chiarimento delle circostanze della morte di Daniela Carrasco. “Lo Stato del Cile deve rispondere e rendere trasparente la partecipazione delle forze di polizia alla sua morte. Siamo sgomenti e chiediamo giustizia”. Il corpo è stato scoperto lo scorso 20 ottobre appeso a una recinzione in un luogo vicino al parco André Jarlan, nel comune di Pedro Aguirre Cerda, nel settore meridionale di Santiago del Cile. Il corpo della ragazza appeso all’inferriata, filmato con un cellulare è ora finito in un video diventato virale. Dall’ufficio della Polizia hanno fatto sapere che si trattava di suicidio. Il rapporto ufficiale, infatti, ha negato tracce di violenza sessuale, di sevizie e ha attribuito la morte all’impiccagione, che sarebbe avvenuta per mano della stessa Daniela.

Secondo ‘Non una di meno’ Cile, sarebbe stato invece un monito per intimidire chi, soprattutto se donna, sta partecipando alle mobilitazioni di questi giorni. Gli scontri, diventati vera guerriglia urbana con diversi morti nel bilancio, sono cominciati il 19 ottobre, quando la popolazione è scesa in strada per protestare contro l’aumento del trasporto pubblico. Di fronte allo spargimento di sangue avvenuto nella rivolta in cui sono stati date alle fiamme bus e auto e saccheggiati negozi, il presidente ha avallato lo stato di coprifuoco proclamato dall’Esercito, che ha occupato le strade con i blindati dei militari, per controllare il rispetto della misura. Ai cittadini, dunque, è stato vietato di uscire di casa dalle 9 alle 7 del mattino. In questo contesto Daniela è stata vista durante un fermo e, dopo, appena una inferriata come un fantoccio vecchio.