La lettera di Adriano Celentano a Fabrizio Corona: “Punizione spropositata”

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La lettera di Adriano Celentano a Fabrizio Corona: “Punizione spropositata”.

La lettera di Adriano Celentano a Fabrizio Corona: “Punizione spropositata”. Una punizione spropositata, quella inflitta a Fabrizio Corona, davanti alla quale è impossibile tacere. Adriano Celentano affida ad una lunga lettera la sua delusione davanti ad una giustizia “ingiusta”, che avrebbe trattato Corona alla pari di un assassino. Il suo pensiero va inoltre alla madre dell’ex paparazzo e al figlio Carlos: “Un dolore così grande che pareva uscire dallo schermo”.

Adriano Celentano affida ad una lunga lettera pubblicata su Instagram il suo pensiero per Fabrizio Corona, attualmente ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Niguarda di Milano. Le immagini del suo arresto e la protesta dell’ex paparazzo dei vip a seguito della decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano di revocargli i domiciliari, hanno profondamente colpito il cantautore. In particolare per la scena straziante in cui la mamma di Corona Gabriella Privitera lo supplicava in lacrime di mantenere la calma.

La lettera di Adriano Celentano a Fabrizio Corona
Una punizione spropositata, quella inflitta a Fabrizio Corona, condannato in totale a 14 anni di carcere, davanti alla quale è impossibile tacere. Adriano Celentano affida ad una lunga lettera la sua delusione davanti ad una giustizia “ingiusta”, che avrebbe trattato Corona alla pari di un assassino. Il suo pensiero va inoltre alla madre dell’ex paparazzo e al figlio Carlos:

Caro Fabrizio, anch’io, come chiunque abbia potuto vedere la scena straziante trasmessa da Giletti, sono rimasto profondamente colpito nel vedere il dolore e la disperazione di una madre che, aggrappata alla tua giacca, piangeva e ti supplicava di stare calmo.

Un dolore così grande che pareva uscire dallo schermo, quasi come a sciogliere una LACRIMA di chissà quanta gente ti stava guardando. E mentre anch’io, a fatica, cercavo di fermare la mia, di lacrima, tutto ad un tratto, come un fulmine a ciel sereno, il mio pensiero si è fermato su di te.

Sulla tua persona… tu hai fatto tante STRON*ATE nella viga… la più grossa e direi la più PERICOLOSA, è quella di aver indosso i GIUDICI a darti una punizione SPROPOSITATA. Con la scusa di sommare le tue colossali CA**ATE, cioè ogni ca**ata una funzione, ti hanno dato 14 anni di prigione.

E qui, secondo me, sta la grande INGIUSTIZIA della giustizia italiana. Si danno 14 anni ad uno come te, che ha fatto sì, cose punibili dalla legge, ma non a tal punto da equiparare i tuoi madornali errori di vita a chi uccide una persona.

Non si contano i casi di individui che hanno assassinato una o più persone e, solo dopo 5 o 6 anni di buona condotta, escono di prigione.

Forse è ora che la politica, anziché intraprendere affari con quei paesi che fanno sparire le persone tagliandole a pezzi, dica qualcosa sull’”arrangiamento – giustizia”.

Caro Fabrizio! Il dolore di tua madre è grande, come grande sarà quello di tuo figlio. Un bellissimo ragazzo che si trova “nel bel mezzo” di una grande decisione…che dovrà necessariamente partire da te.

Solo tu puoi aggiustare il sentiero, non solo della tua vita, ma quella di tutte quelle persone che aspettano un tuo segnale, comprese le migliaia di persone che ti seguono su Internet. Io ho un’idea!!!

Come sta Fabrizio Corona
Nel frattempo Fabrizio Corona continua ad essere sotto osservazione all’ospedale Niguarda di Milano, dove da giorni porta avanti uno sciopero della fame e della sete in segno di protesta, chiedendo di essere ascoltato dalla presidente del Tribunale di sorveglianza, Giovanna Di Rosa. Dopo gli episodi di autolesionismo appresa la notizia del suo arresto, nella notte tra domenica e lunedì Corona si sarebbe nuovamente ferito al braccio con una biro, nello stesso punto in cui si era procurato il taglio, che gli è costato 14 punti di sutura. Lo raccontano i suoi avvocati.

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