La fase due dell’emergenza Coronavirus porterà cambiamenti non solo per uffici e attività produttive, ma anche per i negozi. In particolare, a essere modificati potrebbero essere gli orari di apertura: l’idea è quella di ampliare la fascia oraria, tenendo alcuni esercizi aperti anche la sera per evitare assembramenti.

Nuove regole per imprese, uffici, trasporti, ma anche per i negozi. La fase due dell’emergenza Coronavirus modificherà le abitudini degli italiani e cambierà l’approccio dei cittadini a tutti gli esercizi commerciali. Con regole stringenti, che serviranno per evitare assembramenti all’interno dei negozi. Come orari diversi e ingressi contingentati. Una delle ipotesi più probabili è quella che i negozi dovranno aprire per orari scaglionati, con diversificazioni che porteranno anche all’apertura in orari meno tradizionali. Magari durante la sera, come detto dal sindaco di Milano Beppe Sala.

L’obiettivo è quello di evitare che ci siano ancora gli orari di punta. Quelli in cui tutti i lavoratori si riversano insieme per strada e nei mezzi per andare a lavoro. Bisogna, quindi, cambiare la mobilità delle città. La gestione dei flussi dei cittadini. Spalmando gli orari di apertura di negozi, uffici e qualsiasi altra attività durante la giornata. Il problema principale diverrebbe quello della mobilità, con i trasporti limitati. A causa dell’emergenza, infatti, su bus e metropolitane gli ingressi saranno limitati. A bordo di ogni mezzo potranno salire molte meno persone del solito, probabilmente ben meno della metà. Inoltre, ci potrebbe essere una separazione tra ingresso e uscita di bus, treni e metro, per evitare il contatto stretto tra gli utenti.

Per evitare assembramenti sui mezzi pubblici, quindi, sarà necessario cambiare gli orari di tutte le attività, dal lavoro alla spesa. Cambierà – probabilmente ormai a settembre – anche la scuola, con orari diversi così come per uffici e negozi. Le aperture saranno spalmate sulla giornata per evitare il traffico e gli assembramenti sui mezzi, quindi. Una strada già tracciata qualche giorno fa dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, spiegando che si potrebbe lavorare su sette giorni a settimana, invece che su cinque. Quindi riducendo il traffico in settimana per aumentarlo sabato e domenica. Sala, invece, parla esplicitamente di aperture serali dei negozi, che “devono aprire in modo scaglionato, probabilmente dovranno tenere aperto di sera alcuni”. Gli orari differenziati per negozi e uffici, inoltre, permetteranno anche di ridurre la presenza delle persone nei luoghi di lavoro, garantendo un maggior distanziamento tra le persone.