La Cina apre e chiude le porte a Facebook: ritirata la licenza per la filiale

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E’ durato poco il permesso di Pechino per l’apertura di una controllata del social network. Il gruppo di Menlo Park intendeva aprire un hub per l’innovazione nella nazione asiatica dove la piattaforma resta bloccata

Mark Zuckerberg ci lavora duro da anni, tra corsi di mandarino e foto sorridente mentre fa jogging in mezzo allo smog di Pechino. Il premio per tanto sforzo, l’apertura di una Facebook Cina, una controllata locale, sembrava finalmente arrivato. Ma è durato solo qualche ora. Giusto il tempo che la potentissima autorità cinese sul cyberspazio scoprisse che, senza avvertirla, la provincia dello Zhejiang aveva autorizzato il social network a collocare la società nel capoluogo Hangzhou, a un tiro di schioppo dagli uffici di Alibaba. Arrivata la notizia nella capitale, la pagina online della licenza è scomparsa; subito dopo, a quanto si capisce, è stata stracciata pure la licenza. E chissà se dopo questo incidente tornerà mai più.

Facebook è bandito dal 2010 in Cina, la più illustre vittima insieme a Google della Grande Muraglia Digitale innalzata dal Partito comunista attorno ai suoi cittadini. Quello che Zuckerberg e la sua banda vogliono creare a Hangzhou, nell’Est del Paese, è semplicemente un hub dell’innovazione, simile a quelli già realizzati da altre parti del mondo, Francia, Brasile, India e Corea. Ma evidentemente è troppo anche questo: in un momento di estrema tensione tra la Cina e gli Stati Uniti non si può lasciare un campione americani piantare una bandierina nel cuore del Dragone. A maggior ragione senza aver consultato il governo centrale e la potentissima autorità che vigila sul reame digitale: qualche funzionario dello Zhejiang si beccherà una bella sfuriata.

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Il paradosso è che, pur non essendo visibile, in Cina Facebook opera eccome, e fa pure affari miliardari. Il Paese è già il primo mercato per introiti pubblicitari dopo gli Stati Uniti: le aziende del Dragone quest’anno dovrebbero versare nelle casse della società circa 5 miliardi di dollari per raggiungere gli utenti all’estero. E cifre non distanti le dovrebbero bonificare a Alphabet-Google, l’altra grande censurata, che in Cina impiega 600 persone in tre diversi uffici.

Negli ultimi tempi, un passetto dopo l’altro, la grande G è riuscita ad andare oltre la semplice (per quanto lucrativa) raccolta pubblicitaria. Nonostante il suo negozio digitale Play sia bloccato, ha reintrodotto nel Paese Google Translate, l’app di traduzioni scaricata milioni di volte. Ha creato a Pechino un laboratorio per l’intelligenza artificiale, indicata da Xi Jinping come una delle priorità per l’avanzamento tecnologico della Cina e pochi giorni fa ha rilasciato su WeChat, il social più utilizzato del Paese, un giochetto che sfrutta proprio questa mente di silicio. Una specie di Pictionary: tu disegni e il programma prova a indovinare la parola, subito virale. Infine Google ha investito in una serie di startup e aziende cinesi, tra cui il colosso dell’e-commerce JD, il grande rivale di Alibaba.

Uno spazio conquistato con una lunga e laboriosa campagna diplomatica, che ha visto il ceo Sundar Pichai visitare diverse volte Pechino. Un’offensiva di charme che Zuckerberg ha messo in campo pure da più tempo e che oggi sembrava avere dato i suoi frutti. Solo per qualche ora.

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Marco D'Angelo - Fotografo - Blogger - Social Influencer - Tecnico Informatico - Consulente Aziendale - Esperto in Marketing e Social Media Marketing. Progetti Passati e Presenti Nato con la passione per la musica e l'informatica. Studiato fino alla 3° Media per poi formarmi come autodidatta in marketing di cui ho 11 attestati, tra cui 1 master. Creatore del Team Renegades - Team Exas del Videogioco Hearthstone - ho portato il mio team a livello nazionale italiano, raggiungendo obbiettivi enorme in tempi brevi, il Team Renegades ha raggiunto sponsor come Redbull e Varie testate giornalistiche importanti ne hanno sempre parlato. Il Team Renegades si è poi evoluto in Team Exas, questo perchè abbiamo instaurato una collaborazione con uno dei locali più grandi del Gaming Estero. Arrivando cosi a collezionare 340 vittorie - di cui 300 primi posti e 40 secondi. Attualmente creatore di Limemagazine.eu inizialmente chiamata Multiassistenzaonline è iniziato come un Blog di informatica, per aiutare le persone sui social, e per riparare i problemi tecnici dei loro smarthphone raccogliendo cosi circa 40,000 contatti in meno di 3 mesi, per poi trasformare Multiassistenzaonline in Limemagazine.eu - ad oggi Agenzia di Marketing,News, e Webdesign che totalizza la bellezza di 180,000 lettori alla settimana e più di 40,000 contatti sui social 4 pagine facebook da 7,000 like in su una da 14,000 e 4 profili da 5,000 persone l'uno ad oggi Limemagazine.eu collabora in stetto contatto con : Google News, Virgilio, Tiscali, Ansa, Fanpage.it per le notizie, e Unconvetional Events per gli Eventi in Sardegna, Limemagazine.eu in 3 anni ha aperto varie sezioni tra cui LimeEventiSardegna - dove può vantare di aver 1,500 date importanti fatte con i propri fotografi all'interno di eventi importanti e collaborazioni come OLBIA TATTOO SHOW - GRANDE ARENA CAGLIARI - POETTO FEST - e tanti altri.