La baguette francese candidata a diventare patrimonio dell’Unesco

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La baguette francese candidata a diventare patrimonio dell’Unesco.

La baguette francese candidata a diventare patrimonio dell’Unesco. La baguette potrebbe diventare patrimonio dell’Unesco. Ad avanzare la proposta al governo francese è stata la Confederazione dei panettieri che, preoccupata per il calo delle vendite e soprattutto per un mercato che strizza sempre più l’occhio ai panificati da supermercato, vuole proteggere il più tipico dei prodotti, simbolo della Francia in tutto il mondo. Tra le proposte che il governo ha preso in considerazione anche i tetti di Parigi e la festa del vino di Arbois.

Ad avanzare la richiesta all’Unesco è stato lo stesso governo francese che ha accolto l’appello della Confederazione dei panettieri francesi e ha così proposto che la baguette, il celebre filone di pane dalla forma allungata, diventi patrimonio dell’Unesco. Si tratta di un cosiddetto bene immateriale diventato vero e proprio simbolo della Francia che nel 1993, con un decreto ad hoc, ha stabilito una norma rigidissima che riguarda gli ingredienti alla base della baguette che devono essere solo acqua, farina, lievito e sale.

Ogni giorno in Francia vengono venduti 6 milioni di baguette
Si tratta di una richiesta ben precisa che la Confederazione dei panettieri ha avanzato per tutelare maggiormente il noto filoncino di pane ma soprattutto dargli nuovo lustro. Nonostante la baguette sia famosa in tutto il mondo infatti, negli ultimi anni il pane acquistabile perlopiù al supermercato ha conquistato una buona parte della fetta di mercato dei consumatori francesi che sempre più spesso si ritrovano a tradire le note boulangerie. Le vendite dunque negli ultimi anni sono calate e la pandemia non ha aiutato a stabilizzare il mercato. Secondo i dati forniti dalla CNN infatti ogni giorno in Francia vengono venduti 6 milioni di baguette, ma dagli anni ’50 sono quasi 30mila i panifici che hanno abbassato la saracinesca per sempre.

Così evitiamo che la baguette scompaia dal mercato del pane

Per questo, come è capitato anche per diversi altri cibi o bevande tipici di alcuni paesi, come la pizza napoletana o la birra belga, i panettieri francesi vogliono che la baguette diventi bene immateriale dell’Unesco così da poterla proteggere da un mercato in continuo cambiamento fatto anche e soprattutto di prodotti surgelati. L’indicatore del “patrimonio immateriale” dell’UNESCO intende riconoscere tradizioni orali, arti dello spettacolo, pratiche sociali, rituali e metodi di artigianato tradizionale dei singoli paesi. Insieme con la baguette però il governo francese ha proposto che altri due elementi simbolo del Paese come i tetti parigini e la festa del vino di Arbois vengano presi in considerazione: verso la metà di marzo la ministra francese della cultura dovrà fare una scelta tra queste opzioni, e proporla al presidente francese, che a sua volta la presenterà alla Commissione dell’Unesco.

La storia della baguette, pane simbolo della Francia
La baguette vede la sua nascita nei primi decenni del ‘900: secondo alcuni precisamente nell’ottobre del 1920 quando una legge introdotta dall’allora governo decise di vietare il lavoro prima delle 4 del mattina. E tra le mansione che si svolgono ben prima del sorgere del sole vi è proprio quella dei panettieri che a quel punto dovettero escogitare un modo per far sì che quelle pagnotte di pane cuocessero prima così da riuscire ad avere comunque un numero sufficiente da vendere. Da qui l’idea di abbandonare la classica forma rotonda, che richiedeva troppo tempo per la cottura, e abbracciare una forma diversa, sottile, che necessitasse di meno tempo in forno. “Non c’è solo un segreto per fare una buona baguette tradizionale – ha spiegato Mickael Reydellet, proprietario di otto panetterie in Francia – ci vuole tempo, savoir-faire, una buona cottura, una buona farina senza additivi”.

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