India, centinaia di corpi sulle rive del Gange e nel fiume: prezzi di riti funebri e legna triplicati

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India, centinaia di corpi sulle rive del Gange e nel fiume.

India, centinaia di corpi sulle rive del Gange e nel fiume. Resta drammatica la situazione in india dove molti Ghat, i luoghi sacri per le cremazioni, non riescono più a far fronte allo smaltimento dei corpi. Proprio l’elevato numeri di decessi da gestire ha fatto più che triplicare i costi dei riti funebri e della legna spingendo famiglie più povere a seppellire i corpi dei propri cari lungo le rive dei fiumi.

È emergenza sepolture in India dove, a causa del drammatico aumento dei decessi per la crisi covid, molti Ghat, i luoghi sacri per le cremazioni, non riescono più a far fronte allo smaltimento dei corpi. Non solo, proprio l’elevato numeri di decessi da gestire ha fatto più che triplicare i costi dei riti funebri e della legna per preparare le pire funerarie con il risultato di rendere quasi impossibile dare degna sepoltura ai defunti delle famiglie più povere del Paese. Una situazione alla base di quanto sta accadendo in alcune zone dell’India dove da settimane ormai è sempre più facile imbattersi in cadaveri sepolti sulle rive del Gange in fosse poco profonde o addirittura in corpi senza vita nelle acque del fiume.

Uno degli ultimi drammatici ritrovamenti è avvenuto venerdì scorso quando le forti piogge hanno portato alla luce i cadaveri sepolti nella sabbia poco profonda sulla riva del fiume a Prayagraj, una città nello stato dell’Uttar Pradesh. “Negli ultimi mesi le persone hanno seppellito i loro morti qui. La sabbia che ricopre i corpi viene spazzata via, esponendo i corpi in decomposizione” spiegano alcuni residenti. Le autorità sostengono che la pratica non sia nuova ma ha avuto una accelerazione proprio durante la pandemia.

Dopo le prime segnalazioni dicadaveri lungo le rive del fiume Gange nello stato federato del Bihar all’inizio di maggio, sono decine i casi segnalati per lo più nello stato di Uttar Pradesh. Le autorità sono intervenute per evitare il proliferarsi di simili comportamenti dettati probabilmente dalla mancanza di risorse economiche. La polizia, a bordo di barche e jeep con altoparlanti portatili sta percorrendo le rive del fiume per chiedere alle persone di non gettare i corpi in acqua prima della cremazione. I due grandi stati dell’India, Uttar Pradesh e Bihar, con quasi 358 milioni di persone in totale, sono tra i più colpiti dall’ondata di virus che ha investito il paese con un numero di morti devastante.

Diverse fonti locali confermano che i morti nelle campagne sono in aumento e restano fuori anche dai conteggi ufficiali covid. Si tratta proprio di quelle zone rurali dell’India più povere dove le famiglie non riescono a procurarsi i mezzi per i riti funebri. Per i media locali in effetti nel Paese il costo della cremazione è triplicato, soldi che non tutti possono permettersi soprattutto se nella stessa famiglia muore più di una persona in poco tempo. Un portavoce del governo dell’Uttar Pradesh, ha negato vi siano numeri alti parlando di poche decine di corpi rinvenuti ogni settimana ma intanto lo stesso governo statale ha stanziato per ogni famiglia povera 5.000 rupie ciascuna per cremare o seppellire i corpi dei morti.

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