Incidente sul lavoro a Virle Piemonte: Renato Cavaglià, 52 anni, è morto dopo essere rimasto incastrato e tranciato a metà dalle pale di un mietitrebbia che stava pulendo nell’azienda agricola di sua proprietà. È la sesta vittima bianca nella regione dall’inizio dell’anno. Indagini in corso. Il sindaco: “Era una persona brillante e con inventiva, punto di riferimento per molti agricoltori”.

Ennesimo incidente sul lavoro in Piemonte. Un agrotecnico di 52 anni, Renato Cavaglià, è morto oggi, venerdì 24 gennaio, dopo essere rimasto letteralmente incastrato tra le pale di un mietitrebbia all’interno dell’azienda agricola di cui era anche il titolare a Virle Piemonte. Quando i dipendenti hanno dato l’allarme, era ormai troppo tardi: i soccorsi, precipitatisi subito in via Podi, non hanno potuto far altro che dichiararne il decesso. Sul posto anche i vigili del fuoco che hanno estratto il corpo dalle lame dopo ore di tentativi. Sono in corso indagini delle forze dell’ordine per capire la dinamica. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo stava pulendo la macchina nel corso di una serie di interventi di manutenzione quando vi è caduto all’interno ed è stato tranciato in due.

È la sesta vittima dall’inizio dell’anno nella regione per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro. Solo due giorni fa un altro uomo è morto a Sommariva Perno, nel Cuneese, travolto da un trattore. Renato, originario di Pancalieri, sposato e con due figli, era anche istruttore di paracadutismo con 4500 lanci all’attivo, la sua grande passione insieme all’azienda che gestiva da tempo. “Era una persona brillante e con inventiva. Aveva la passione per le macchine agricole. Era un punto di riferimento per molti agricoltori, non solo del nostro paese”, ha detto il sindaco di Virle Piemonte, Mattia Robasto.