Imprenditore di 68 anni si è tolto la vita nella sua fabbrica a Barra, nelle periferia orientale di Napoli. L’uomo ha lasciato una lettera d’addio, nel quale parla di motivi economici e familiari alla base del suo estremo gesto. I sanitari del 118 giunti sul posto non hanno potuto fare altro che constatare l’avvenuto decesso: l’uomo si è tolto la vita impiccandosi.

Dolore e rabbia a Barra, nella periferia orientale di Napoli, dove un piccolo imprenditore si è tolto la vita all’interno della sua fabbrica. L’uomo, A.N., un 68enne del posto, si è impiccato utilizzando una fune nella sua piccola azienda che si occupa di manifatture in legno e ferramenta che si trova in via Murelle, non distante dalla stazione di San Giovanni a Teduccio, nel cuore di Napoli Est, la vecchia “cintura industriale” partenopea che la divideva dalla parte vesuviana della provincia.

L’uomo è stato trovato impiccato nello stabile. I soccorsi sono giunti quando ormai per lui non c’era più nulla da fare. I sanitari del 118, una volta sul posto, hanno potuto constatare soltanto l’ormai già avvenuto decesso. Sulla vicenda indagano gli agenti della Polizia di Stato del commissariato di San Giovanni a Teduccio.

Stando da quanto riferito dalle forze dell’ordine, l’uomo prima di togliersi la vita avrebbe lasciato un biglietto d’addio per la famiglia, nel quale parlava anche dei motivi che lo avrebbero spinto a suicidarsi. Tra questi, le sue preoccupazioni economiche e familiari. Non è escluso che l’azienda dell’uomo potesse aver avuto pesanti conseguenze dopo il lockdown causato dalla pandemia di Coronavirus degli ultimi due mesi, terminato solo a partire da lunedì 4 maggio. Dopo sessanta giorni, diverse attività stanno accusando i contraccolpi della crisi economica, e non si può ancora escludere che questi possano aver peggiorato la situazione economica del piccolo imprenditore di Barra, a tal punto da diventare la classica scintilla che abbia potuto far definitivamente crollare il suo stato d’animo.