Impiccata dal fidanzato e poi gettata dall’ottavo piano. Julieta Riera, 24 anni, è stata assassinata il 30 aprile scorso nella città di Paraná, in Argentina. La giovane, che era incosciente quando è stata scaraventata dal balcone, facendo un volo di 20 metri, è atterrata sul tetto di una stanza al primo piano attigua al complesso di appartamenti.

Impiccata dal fidanzato e poi gettata dall’ottavo piano. Julieta Riera, 24 anni, è stata assassinata il 30 aprile scorso nella città di Paraná, in Argentina. La giovane, che era incosciente quando è stata scaraventata dal balcone, facendo un volo di 20 metri, è atterrata sul tetto di una stanza al primo piano attigua al complesso di appartamenti al 928 di San Martín 918. In manette è finito Julián Christe, ora accusato di omicidio aggravato dal legame sentimentale e dalla violenza di genere.

L’autopsia sul corpo di Juliet ha evidenziato “segni concreti di violenza prima della morte”, in riferimento ai segni che presentava sul collo e alle percosse di cui era stata vittima prima di precipitare. In passato, tuttavia, Julieta era stata vittima di abusi fisici, aggressioni sessuali e psicologiche.  La famiglia e gli amici di Julieta Riera hanno manifestato davanti al tribunale per chiedere giustizia. María Florencia Riera, la sorella di Julieta, ha detto a Elonce TV: “Quello che è successo è orribile, non lo auguro a nessuno, ma può succedere a chiunque”.

Riera è la seconda donna uccisa durante la quarantena a Entre Ríos. Il delitto ha avuto luogo quattro giorni dopo l’omicidio di Romina Rodas, la 23enne di La Paz, pugnalata a morte dall’ex compagno Jonatan Rivero, di vent’anni.