Sembra impossibile, ma c’è un sondaggio che mette in grossa difficoltà Matteo Salvini e la Lega. Lo ha realizzato l’istituto Swg e lo illustra Il Giornale.

Non riguarda le preferenze di voto, sulle quali il Carroccio non pare avere rivali. Ma le grandi opere, tema che in autunno diventerà centrale per l’azione di governo e avrà, a seconda delle scelte dell’esecutivo, inevitabili e pesanti conseguenze sulle preferenze. Quelle della Lega, appunto.

Perchè mentre il governo continua a essere poco chiaro circa il destino della Tave della Tap, l’elettorato sondato da Swg si schiera nettamente a favore del “fare”. Sulla Tav, il 49% degli intervistati definisce l’opera “indispensabile”contro un 30% che vorrebbe fermarla. Percentuali simili per il completamento del Mose di Venezia, mentre sulla Tap le percentuali vedono un 44% che la definisce “indispensabile” contro un 28% che non la vuole.

Solo il Ponte sullo stretto vede prevalere il “partito del no” con un 55% contro un 30%. Se poi l’indagine si concentra sugli elettori che si dichiarano leghisti, i sostenitori del “sì” alla Tav crescono al 64% e quelli favorevoli al gasdotto trans-adriatico al 54%. percentuali che, in autunno, Salvini non potrà ignorare se non vorrà vedere le sue, di percentuali, calare sensibilmente.