Il coronavirus che si deposita su asfalto e scarpe è solo l’ennesima bufala su WhatsApp

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Il coronavirus che si deposita su asfalto

Coronavirus. La nuova di una lunga serie di fake news sul coronavirus che circolano incontrollate su WhatsApp, riguarda la resistenza del virus sull’asfalto è il pericolo di portarlo nella propria abitazione qualora ci si dovrebbe camminare con delle scarpe. Ma il pericolo in realtà non c’è, e il messaggio audio è solo una bufala.

Le scarpe porterebbero il coronavirus in casa, infettandosi tramite l’asfalto. È questa la nuova bufala sul coronavirus che nelle ultime ore sta circolando su WhatsApp e che, nonostante tutti gli speranzosi avvertimenti di non condividere questo genere di informazioni del tutto non veritiere, migliaia di persone stanno inviando ai propri contatti nella piattaforma per i messaggi gratis.

Il testo del messaggio audio
A differenza della bufala sui presunti 350 euro per stare a casa, la questione del biocontenimento BL-4 e i consigli dei medici di Taiwan su come proteggersi dal coronavirus, questa ennesima fake news sul COVID-19 circola su WhatsApp tramite un messaggio audio, nel quale vengono recitate queste parole:

Ciao ragazzi, volevo soltanto dirvi questa cosa, perché stasera ci ha telefonato uno dei nostri amici medici di Milano e ci ha caldamente consigliato di utilizzare solo un paio di scarpe per andare fuori, e lasciarle fuori dalla porta di casa una volta utilizzate. Perché sembra che il virus riesca a rimanere vivo per 9 giorni sull’asfalto. Questo è il motivo per cui vedevamo tutte quelle immagini in cui i cinesi facevano la disinfestazione nelle strade. Ed è il motivo per cui stanno iniziando a fare la disinfestazione qua. A Milano almeno. Quindi, siccome ci hanno chiesto di diffonderlo, non lo faranno via televisione per non gettare il panico. Però ci hanno detto di diffonderlo tra le persone che conosciamo per mantenere questa buona regola. Ciao a tutti”.

Tutte informazioni false, ma l’audio in poche ore ha fatto il giro d’Italia, al punto da essere stato accennato anche dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità in una conferenza stampa alla Protezione Civile. E nonostante sia una buona norma igienico-sanitaria lasciare le proprie scarpe fuori casa, non bisognerebbe di certo farlo per paura di portare dentro casa il coronavirus.

Il coronavirus si trasmette con asfalto e scarpe?
Sull’argomento è intervenuto il presidente dell’ISS che ha sottolineato come la presenza del coronavirus sugli oggetti possa essere ridotta non solo da disinfettante e pulizia, ma anche dagli agenti atmosferici. “I dati” – ha spiegato – “mostrano come il virus può sopravvivere da qualche ora a qualche giorno laddove su queste superfici rimangano completamente protetti o non vengano esposti a pulizia a opere di disinfezione o a fenomeni naturali come sole e pioggia. Ma sappiamo anche che è molto sensibile ai disinfettanti a base di cloro e alcol e che si trasmette attraverso droplet o contatto attraverso mano”.

A tal proposito è intervenuto anche Walter Ricciardi (consulente del Ministero della Salute e membro dell’Organizzazione mondiale della Sanità) che, a Non è la d’Urso, ha fatto alcune precisazioni su quelli che sono gli interrogativi dominanti nella popolazione sottolineando, tra le altre cose, quanto non ci sia alcuna prova scientifica circa la rilevanza (e l’efficacia) dell’azione di disinfestazione delle città cinesi nella battaglia all’epidemia.

“Il virus si trasmette dal contatto, dall’interazione fisica tra due persone: per questo è estremamente importante rimanere a casa, e ancora più importante lavarsi le mani” – ha aggiunto – “Quando uno esce fuori e tocca degli oggetti, in metropolitana o in autobus o in ascensore, c’è il rischio che prima li abbia toccati qualcuno che ha starnutito o tossito: quello è l’unico momento in cui il virus, dal punto di vista ambientale, può essere trasmesso a un’altra persona“.

Insomma, le parole d’ordine di questo duro periodo continuano ad essere le stesse: igiene accurata delle mani, distanza di sicurezza e, soprattutto, non uscire se non in casi di reale necessità.

 

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