Il contrappasso di Monti: “Manovra dettata dalla Ue, mai vista una cosa simile”

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Il Prof gongola: “Il dato della manovra è il riconoscimento delle istituzioni europee”. Poi pungola Di Maio e Salvini: “Sono diventati adulti”

Lo hanno criticato senza sosta, sia i leghisti sia i Cinque Stelle. Ma adesso è lui, l’ex premier Mario Monti, ad attaccarli per i contenuti della manovra economica.

Proprio lui che è diventato senatore a vita, su nomina dell’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo aver scalzato Silvio Berlusconi da Palazzo Chigi con l’aiuto dei poteri forti europei e dopo aver attuato, proprio per conto di Bruxelles, misure lacrime e sangue come le tasse sulla prima casa, il blocco della rivalutazione delle pensioni e la riforma Fornero. Oggi, dal suo scranno a Palazzo Madama, ha accusato, in una intervista al Foglio, Luigi Di Maio e Matto Salvini di essersi fatto dettare la legge di Bilancio dall’Unione europea.

Nel leggere l’intervista trova conferma la legge del contrappasso. A fare le pulci al governo sovranista è proprio l’uomo dei poteri forti messo sotto accusa dagli stessi sovranisti per aver svenduto l’Italia e la democrazia italiana alla Troika. È il 2011 e Monti era arrivato a Palazzo Chigi con quello che in molti hanno definito un “golpe bianco”. Aiutato internamente da Napolitano e esternamente dalla cancelliera Angela Merkel, aveva guidato un governo tecnico che non solo non era riuscito a tirar fuori il Paese dalla crisi economica ma lo aveva addirittura affossato con una raffica di provvedimenti che aveva ulteriormente innalzato la pressione fiscale. Contro di lui si sono sempre scagliati sia la Lega sia il Movimento 5 Stelle. Tanto che Salvini ha sempre promesso che, una volta al governo, avrebbe subito cancellato la legge Fornero. E così ha fatto con “quota 100” inserita nella manovra economica che in queste ore è al vaglio dell’aula del Senato. Ma ora, gongolando dopo il braccio di ferro tra l’esecutivo e la Commissione Ue, ecco Monti ribaltare l’accusa: “Nessuna manovra ha mai subito una dettatura del genere da Bruxelles. Del resto – incalza – lo si è visto anche nei dettagli, la discussione in Senato è stata ritardata di un’ora in attesa della dichiarazione di Dombrovskis e Moscovici”.

“L’attuale maggioranza è composta dai soli due partiti che non si sono assunti la responsabilità dell’emergenza del 2011 – contrattacca Monti – la Lega dal Parlamento e il M5s dalle piazze e dai social media hanno costruito una fake history, un mosaico composto da pezzi di falsità, e su questa base hanno promesso di fare il contrario qualora fossero andati al governo. Quindi passa a fare la morale mettendo sulla graticola la politica di oggi: “C’è una divaricazione sempre più ampia tra le capacità necessarie per essere eletti e quelle necessarie per governare bene”. Nel suo mirino ci sono, ovviamente, Di Maio e Salvini. Li prende in giro dicendogli di essere stati forzati a raggiungere l’età adulta dopo aver costruito il proprio consenso “attraverso la falsità”“Cadono sulle loro teste, una dopo l’altra, le tegole della loro costruzione di bugie. È anche un modo per riscoprire la realtà – continua l’ex premier nell’intervista al Foglio – ma a caro prezzo per il Paese, perché mai ho visto un tale ruolo di dettatura da parte di Bruxelles, che ha voluto dire un’espropriazione del ruolo del Parlamento, che è la più diretta espressione del popolo.

Si ribaltano i ruoli. Completamente. L’europeista che fa le pulci agli anti europeisti. “Eravamo partiti con ‘me ne frego dell’Europa’, ‘lo spread me lo mangio a colazione’ e ‘quello è un ubriacone’…”, esulta infine Monti, contento del fatto che il governo si sia piegato, a suo dire, ai piedi di Bruxelles, in quello che è “un riconoscimento politico e diplomatico delle istituzioni europee”. Un’inversione di ruoli che non ci sarebbe mai aspettati.

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