Ieffi, imprenditore 42enne, è stato arrestato giovedì scorso dalla guardia di Finanza con l’accusa di truffa ai danni dello stato per aver cercato di partecipare a un bando Consip da oltre 15 milioni di euro per la fornitura di mascherine pur non essendo in possesso dei requisiti minimi.

“Non volevo arrecare nessun danno, anzi volevo aiutare il mio Paese in un momento così difficile. Sono pronto a dimostrare che non ho commesso nessun illecito”. Sono le parole pronunciate durante l’interrogatorio di garanzia da Antonello Ieffi, imprenditore 42 enne arrestato giovedì scorso dalla guardia di Finanza con l’accusa di truffa ai danni dello stato per aver cercato di partecipare a un bando Consip da oltre 15 milioni di euro per la fornitura di mascherine pur non essendo in possesso dei requisiti minimi. In particolare secondo gli inquirenti l’uomo aveva organizzato un’operazione volta a truffare lo stato attraverso una ditta-schermo del tutto incapace di assicurarsi la merce e consegnarla agli ospedali. Il quarantaduenne aveva preso parte alla gara per la fornitura di dispositivi di protezione individuale e di apparecchiature sanitarie per un valore complessivo di 258 milioni cercando di accaparrarsi il lotto relativo alla fornitura di 24 milioni di mascherine chirurgiche per un importo complessivo di 15,8 milioni.

Ebbene, nel corso dell’interrogatorio celebrato ieri Ieffi si è presentato come un benefattore intenzionato ad aiutare il suo paese in un momento di grande difficoltà. Il suo avvocato Andrea Coletta, entrando nel merito delle accuse, ha dichiarato: “Ieffi ha spiegato di aver inoltrato al delegato Consip  sia un video ricevuto dal fornitore indiano con il carico di mascherine fatto arrivare in un deposito in Cina sia di avergli fornito il numero di telefono del magazziniere. Ma a quel punto si sono interrotte le comunicazioni con Consip. Inoltre ha chiarito che la merce sarebbe stata pagata al fornitore solo una volta arrivata in Italia e a seguito dei controlli sulla qualità dei materiali. Ora invieremo in Procura la corrispondenza via mail con il fornitore che testimonia quanto riferito da Ieffi”.

Sulla base di un’ordinanza il 18 marzo Consip, che non riusciva ad ottenere le mascherine, avrebbe disposto un’ispezione tramite l’Agenzia delle Dogane nel luogo dove i dispositivi avrebbero dovuto essere stoccati, ovvero l’aeroporto cinese di Guanhzhou Baiyun, senza trovare nulla. Il giorno seguente ha quindi annullato l’assegnazione in autotutela perché Ieffi aveva certificato di non avere alcune pendenza, cosa falsa: il 42enne romani infatti, pur non essendo mai stato condannato, ha una serie di denunce per i reati di truffa, insolvenza fraudolenta, appropriazione indebita, emissioni di fatture per operazioni inesistenti, simulazione di reato e segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio.