I migranti tra 13 ore in Italia. Salvini: “Se qualcuno scende finirà in carcere”

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La nave Diciotti arriverà in Italia entra 13-15 ore. Ma resta la linea dura di Salvini: “Se qualcuno ha fatto qualcosa che va contro la legge appena sbarca in Italia finisce in galera”

migranti raccolti dalla nave Vos Thalassa sbarcheranno in Italia, trasportati dalla nave Diciotti della nostra Marina.

Il blocco di Salvini, che stanotte aveva dato l’altolà all’imbarcazione battente bandiera italiana perché “avrebbe dovuto consegnare gli immigrati alle motovedette libiche che erano state allertate”, è stato rotto solo perché la rivolta avvenuta a bordo del rimorchiatore aveva messo in difficoltà l’equipaggio della Vos Thalassa. Quella della Marina è dunque una operazione di polizia giudiziaria e non un recupero vero e proprio.

La linea dura del governo italiano quindi non cambia: gli immigrati approderanno nel Belpaese, ma chi ha provocato la rivolta verrà subito arrestato. Ad annunciarlo è stato il ministro dei ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. I due “facinorosi”, un ghanese e un sudanese individuati dai marinai della Guardia Costiera italiana, saranno sottoposti a indagine non appena toccheranno terra.

I fatti. Ieri sera rimorchiatore italiano, che lavora per una piattaforma petrolifera della Total, ha preso a bordo 67 migranti in area Sar della Libia. Dopo la rivolta dei migranti, che non volevano essere portati verso Sud e essere consegnati alla marina libica, l’equipaggio della Thalassa ha chiesto l’intervento della Guardia Costiera italiana che, autorizzata dal Comando generale delle capitanerie di porto, ha trasbordato i migranti sulla Diciotti “per tutelare l’incolumità dell’equipaggio”. All’alba Salvini aveva annunciato la chiusura dei porti italiani a tutte le navi coinvolte perché “l’imbarcazione privata Vos Thalassa è intervenuta in acque Sar libiche anticipando l’intervento delle Guardia costiera libica che era già stata allertata”. “La Guardia costiera italiana – era la tesi del ministero – non può sostituirsi a quella libica, soprattutto se i colleghi africani sono già entrati in azione”. Alla fine, però, la Diciotti approderà in Italia affinché “i responsabili delle gravissime minacce rispondano delle proprie azioni, senza sconti, di fronte alla giustizia”.

Stasera Conte, Toninelli, Milanesi e la Trenta si sono visti a Palazzo Chigi. Il ministro dei Trasporti ha smorzato i toni, affermando che Salvini in un primo momento non era stato messo al corrente del fatto che l’intervento della Diciotti era dovuto a questioni di ordine pubblico. Per il grillino ci vorranno “all’incirca 10 o 15 ore, dipende dalle condizioni del mare” fino a quando la nave della marina potrà arrivare in un porto italiano, dove “dove faremo sbarcare i migranti” dopodiché “i responsabili delle minacce di morte all’equipaggio dell’imbarcazione Vos Thalassa saranno fermati e arrestati”.

Domani Salvini e Conte si vedranno in un vertice a due. “Siamo soddisfatti per i passi avanti fatti, passa la linea della fermezza che non è solo quella di Salvini – ha detto il leghista – ma quella comune di tutto il governo. È la linea che porterò a Innsbruck”. Resta il fatto che, per ora, la Diciotti non ha ancora ricevuto da Salvini l’indicazione del porto in cui sbarcare. Da Palmi, dove il ministro dell’Interno era in visita, ha fatto sapere che il Viminale ci “sta ragionando”. Una cosa è certa: Salvini intende tenere la linea dura. “Se qualcuno scenderà, se ci sono state minacce, – ha detto – scenderà per andare in galera e non in un centro di accoglienza“. Anche perché il ministro si è detto “stufo” delle navi italiani che recuperano migranti in zona Sar libica, anche “mancando di rispetto” ai colleghi africani.

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