Gli italiani che credono alle favole e il governo più debole di sempre

0

Matteo Salvini minaccia di chiudere le frontiere, confermando l’isolamento del Paese. Ciononostante dal reddito di cittadinanza al maxicondono gli italiani continuano ad abboccare alle (belle per molti, non per tutti) storie

Su un punto Matteo Salvini avrebbe (avrebbe) ragione, se non fosse diventato il migliore amico di gente come Orbán – che ha appena reso illegale ospitare migranti economici, chiudendo per sempre ai ricollocamenti europei – o degli austriaci. L’idea cioè che mentre il problema del regolamento di Dublino III e in generale delle migrazioni è sbloccare la questione del primo approdo, Francia e Germania propongono al contrario una bozza di pre-accordo per il prossimo Consiglio europeo di fine mese che si concentra sui “movimenti secondari”. Tutta cioè orientata a rispedire nel Paese di arrivo i migranti in movimento per l’Europa. Bella solidarietà.

Il leader leghista avrebbe ragione perché il corollario evidente a un maggior sostegno a Italia e Grecia sarebbe uno stramaledetto sistema di ricollocamenti obbligati, che gli amici di Visegrad non vogliono neanche morti e, appunto, si stanno premurando di impedire perfino costituzionalmente. In questo corto circuito sta la poca forza e la profonda debolezza del nostro Paese.

Un isolamento forse non formale ma di fatto, visto che stiamo facendo il lavoro sporco al fronte dell’Est che si riunirà a sua volta in un controvertice preparatorio.

Appurata questa assurdità politica, rimane da capire un fenomeno particolarmente curioso e tipico degli italiani: la propensione, la voglia matta direi, di credere alle (belle per molti, non per noi) storie. Certo, in gran parte è frutto dell’ipersemplificazione che ormai da anni governa la comunicazione e la propaganda, così come dell’eredità della tv commerciale. Dall’altra, tuttavia, gli elevati tassi di fiducia che tutti i neopremier e governanti incassano all’inizio del loro mandato lasciano pensare a un’opinione pubblica amante delle favole. Di volta in volta oscure, come quelle che stiamo vivendo in queste settimane, o fin troppo scintillanti. Oppure di entrambe le sfumature, come il “censimento” dei rom, il maxicondono fiscale “sotto i 100mila euro” per tutte le cartelle Equitalia, il reddito di cittadinanza che, per come è stato comunicato, non esisterà mai e infine la convinzione che spedire barconi pieni di disperati in giro per il Mediterraneo ci accrediti come partner muscolari. Abbiamo fatto molto, moltissimo per l’accoglienza, su questo Salvini ha ragione: dobbiamo continuare a farlo mentre cambiamo alcune cose a Bruxelles.

Per uscire da questo labirinto in queste ore il ministro dell’Interno sta cercando di anticipare i suoi colleghi tedesco e austriaco. Lo sta facendo mettendo sul tavolo del summit preparatorio di domenica prossima in vista del complicato vertice europeo di fine giugno la minaccia di chiudere le frontiere. Prima che siano Horst Seehofer e il collega Herbert Kickl dell’estrema destra del Fpoe a farlo. Anche se il vero obiettivo è la Francia di Emmanuel Macron “il chiacchierone”: chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori.

Secondo alcune indiscrezioni di stampa l’irritazione per il minivertice in programma e per il (parziale) mancato accoglimento delle richieste italiane (fra cui più stanziamenti, centri in Africa, ricollocamenti obbligatori e non solo pattugliamento delle frontiere, come si vede torna il cortocircuito di cui sopra) potrebbe condurre a una sospensione italiana di Schengen. Prima, appunto, che il responsabile dell’Interno tedesco, come promesso, ordini di respingere i migranti al confine tedesco e l’Austria decida di sigillare il Brennero. Rimane da capire a nome di chi un ministro dell’Interno espressione del 17% delle preferenze, pur con tutto il vento in poppa che i sondaggi gli attribuiscono, possa assumersi il mandato di manomettere la libera circolazione delle persone. Dove sono i suoi alleati di governo, dov’è il presidente del Consiglio, dove il confronto col Parlamento sovrano? Chi comanda davvero in questo Paese? Perché ogni giorno ci tocca incassare la (presunta) linea dell’esecutivo da un suo componente?

Insomma, il Consiglio europeo del 28 e 29 giugno rischia davvero di far saltare un bel pezzo dell’Unione. Per tenersi il sostegno della bavarese Csu Angela Merkel ha bisogno dell’esatto opposto a cui punta l’Italia: stringere sui migranti che, in qualche modo, riescono a raggiungere i confini, le stazioni e le città tedesche riportandoli ai Paesi di primo approdo. Cioè quasi sempre in Italia. Dal canto nostro, mentre facciamo la voce grossa con i partner con cui invece dovremmo discutere allo sfinimento (anche se ad oggi, e questo è vero, non è stato molto utile), rimaniamo sospesi a metà strada: di fatto né con Visegrad, visto che Ungheria, Polonia e compagnia ci strizzano l’occhio ma non sanno neanche cosa sia la solidarietà, né con gli alleati storici e Paesi fondatori che faticano sempre di più a fidarsi di un esecutivo ingoiato dalla pancia bruna della Lega. Ci chiudiamo dentro i confini, e poi?

Articolo PrecedenteIl fact checking su Facebook arriva in Italia. Nel mirino anche foto e video
Prossimo ArticoloArrivano i Gruppi Facebook a pagamento, fino a 29,99$ mensili per partecipare
Marco D'Angelo - Fotografo - Blogger - Social Influencer - Tecnico Informatico - Consulente Aziendale - Esperto in Marketing e Social Media Marketing. Progetti Passati e Presenti Nato con la passione per la musica e l'informatica. Studiato fino alla 3° Media per poi formarmi come autodidatta in marketing di cui ho 11 attestati, tra cui 1 master. Creatore del Team Renegades - Team Exas del Videogioco Hearthstone - ho portato il mio team a livello nazionale italiano, raggiungendo obbiettivi enorme in tempi brevi, il Team Renegades ha raggiunto sponsor come Redbull e Varie testate giornalistiche importanti ne hanno sempre parlato. Il Team Renegades si è poi evoluto in Team Exas, questo perchè abbiamo instaurato una collaborazione con uno dei locali più grandi del Gaming Estero. Arrivando cosi a collezionare 340 vittorie - di cui 300 primi posti e 40 secondi. Attualmente creatore di Limemagazine.eu inizialmente chiamata Multiassistenzaonline è iniziato come un Blog di informatica, per aiutare le persone sui social, e per riparare i problemi tecnici dei loro smarthphone raccogliendo cosi circa 40,000 contatti in meno di 3 mesi, per poi trasformare Multiassistenzaonline in Limemagazine.eu - ad oggi Agenzia di Marketing,News, e Webdesign che totalizza la bellezza di 180,000 lettori alla settimana e più di 40,000 contatti sui social 4 pagine facebook da 7,000 like in su una da 14,000 e 4 profili da 5,000 persone l'uno ad oggi Limemagazine.eu collabora in stetto contatto con : Google News, Virgilio, Tiscali, Ansa, Fanpage.it per le notizie, e Unconvetional Events per gli Eventi in Sardegna, Limemagazine.eu in 3 anni ha aperto varie sezioni tra cui LimeEventiSardegna - dove può vantare di aver 1,500 date importanti fatte con i propri fotografi all'interno di eventi importanti e collaborazioni come OLBIA TATTOO SHOW - GRANDE ARENA CAGLIARI - POETTO FEST - e tanti altri.