Giovani turisti in quarantena. porto cervo. Si sentono “sequestrati in Sardegna”. «E non ne possiamo più. Vogliamo tornare a casa, ma ancora oggi non abbiamo ricevuto l’esito del tampone». Una decina di giovani turisti, in vacanza…

porto cervo. Si sentono “sequestrati in Sardegna”. «E non ne possiamo più. Vogliamo tornare a casa, ma ancora oggi non abbiamo ricevuto l’esito del tampone». Una decina di giovani turisti, in vacanza in Costa Smeralda, dal mese scorso si trovano «in autoisolamento fiduciario presunto. In quanto mai refertato dall’Ats, come previsto per legge. Non sappiamo nulla, non sappiamo quando potremo andarcene e nessuno ci risponde più al telefono e alle decine di email che abbiamo inviato».

«Mi sono autodenunciata alla Assl di Olbia il 15 agosto – racconta Anna, 20 anni – dopo aver scoperto di avere amici risultati positivi al Covid. Al telefono nessuno è stato chiaro e non mi hanno detto se avessi dovuto o meno sottopormi al tampone. Così due giorni dopo l’ho fatto privatamente e sono risultata positiva. Il 20 mi ha contattato la Assl e mi ha rifatto il tampone: la mia quarantena è dunque cominciata quel giorno. Avrebbero dovuto chiamarmi quotidianamente, così mi avevano detto, e avrebbero dovuto contattare la protezione civile per fare la spesa. Dal 24 agosto, invece, sono stata abbandonata. Sono da sola, in quarantena, e mi sono trovata a dover gestire una situazione fuori dalla mia portata. La Assl non risponde più, le email mandate non sono mai state lette. Non vedo nessuno da 24 giorni e non ho né un referto scritto che dimostri la mia positività. Il 3 ho finito la quarantena e non sono stata contattata. Poi mia madre, da Milano, ha chiamato i sindaci di Arzachena e Olbia e il 4 settembre ho rifatto il tampone. Nessun risultato. La Assl mi ha detto che hanno dovuto cambiare laboratorio, poi che i tamponi sono testati ma non refertati, quindi che è cambiata la procedura e non si danno i risultati al telefono. Ora mi chiedo: un tampone può essere ancora valido dopo 4 giorni?».

Mario, 23 anni, è bloccato in una casa di Pantogia. «L’ultima volta che sono riuscito a parlare con qualcuno è stato giovedì scorso. Dopo 4 giorni dal tampone, senza nessuna risposta, ho chiamato io e mi hanno parlato di “tracce di positività” e di tempi che si sono dilungati rispetto a un mese fa perché “il personale della Assl è sempre quello, mentre noi positivi siamo decuplicati”. Da lì silenzio totale. Sono rinchiuso dal 13 agosto e dal 30 agosto sono da solo. E’ un incubo».