Il drammatico racconto di Irene, ex volontaria dei vigili del fuoco ed esperta in manovre di primo soccorso arrivata quando la tragedia di Albiano Magra (Massa Carrara) si era appena consumata. La donna ha tentato di strappare la ventenne Giorgia Gallo alla morte: la ragazza ha ripreso conoscenza per qualche istante, il tempo di stringere la sua mano in quella della soccorritrice.

È un racconto drammatico quello di Irene Pitzoi, una ex volontaria dei vigili del fuoco ed esperta in manovre di rianimazione arrivata per caso sul luogo della tragedia di Albiano Magra, dove venerdì notte due giovani hanno perso la vita in un incidente stradale. Irene, nel racconto riportato dal quotidiano La Nazione, è arrivata nella frazione del comune di Alla (Massa Carrara), quando lo schianto era praticamente appena avvenuto. Passava di là in auto insieme al marito, quando i due hanno notato quella Alfa Mito distrutta su cui viaggiavano cinque giovani. Andrea Rapallini, ventuno anni e residente a Podenzana (Massa Carrara), era alla guida dell’auto: è una delle due vittime dell’incidente. L’altra è Giorgia Gallo, venti anni, residente a La Spezia. “L’auto era tutta accartocciata – racconta Irene –. Mi sono avvicinata e ho provato ad aprire le portiere. Erano bloccate. Mi sono fatta strada tra i vetri in frantumi di un finestrino posteriore. Dentro, un’apocalisse. Il ragazzo alla guida aveva le ginocchia strette al petto, il volante non si vedeva praticamente più, inghiottito dalle lamiere e dal motore. Sembrava ancora vivo, ho provato a parlargli per tranquillizzarlo, gli sussurravo di restare calmo, che presto sarebbero arrivati i soccorsi. Non so se capisse, parlottava, ma non riusciva a muoversi”.

Il tentativo di rianimare Giorgia – La donna ha notato un altro ragazzo che tentava di uscire dall’abitacolo, ed è stato suo marito a tentare di tranquillizzarlo mentre lei si è concentrata proprio su Giorgia. “Era distesa sul sedile posteriore, immobile, il corpo avvolto dalla cintura di sicurezza. Ho preso un taglierino e ho reciso la cinghia. Mi sono avvicinata e mi sono aperta un varco tra gli indumenti. Sono stata a lungo nei vigili del fuoco, so cosa si deve fare in queste circostanze”. Per otto minuti la donna ha provocato a strappare Giorgia alla morte: “Le ho praticato il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca. Non dimenticherò mai la sensazione della mia mano su quel torace così fragile, il suo volto disteso, sereno”. Per qualche istante la ventenne ha ripreso conoscenza, per poi addormentarsi per sempre poco dopo. Ma in quei pochi istanti prima di morire ha avuto il tempo di stringere la sua mano in quella di Irene. “Mamma – ha detto in un sussurro nel racconto della soccorritrice – restami accanto”.

Due vittime e tre feriti – I cinque amici, a quanto emerso, quella sera tornavano da una festa di compleanno. I tre giovani in auto con Andrea e Giorgia sono rimasti feriti: gravissime le condizioni di un diciannovenne di Bolano, trasferito con l’elisoccorso all’ospedale Cisanello di Pisa. Portati all’ospedale di La Spezia con ferite gravi gli altri due, un ragazzo di Santo Stefano Magra e uno residente anche lui a Bolano.