Frustate agli studenti. Per il docente il gesto di picchiare i ragazzi messi a 90 gradi con una cinghia aveva una connotazione umoristica. Non è stato dello stesso avviso il giudice del tribunale di Grosseto che lo ha condannato a due mesi: “Ha detto di ispirarsi ad un film, ma quello sono forme di abuso”, ha spiegato.

Due mesi con la sospensione condizionale. Questa la condanna che il giudice del tribunale di Grosseto ha inflitto ad un insegnante di una scuola media della zona: il suo metodo di educazione è stato giudicato quantomeno errato. Secondo l’accusa, infatti, in un’occasione il docente avrebbe fatto sedere tre studenti vicino alla cattedra, con il corpo piegato a 90°, colpendoli poi con una cinghia (in modo leggero) o con un frustino. Un’altra volta, secondo i racconti degli stessi ragazzi, avrebbe rovesciato il banco di una studentessa perché era in disordine, obbligandola poi a rimettere tutto a posto, nonostante fosse costretta da un busto ortopedico perché affetta da scoliosi. Infine avrebbe tenuto fuori dall’aula uno studente sistematicamente, dandogli anche scappellotti e calci negli stinchi.

A segnalare il caso alle autorità competenti era stata la dirigente scolastica, su sollecitazione dei genitori su quei metodi poco ortodossi dell’insegnante, nel 2016. Il prof aveva provato a difendersi sostenendo di essersi ispirato ad un film, L’Attimo Fuggente (1989), con protagonista Robin Williams nella parte del prof. Secondo il giudice “il gesto di picchiarli a 90° con una cinghia aveva connotazione umoristica solo per il professore, che ha spiegato di essersi ispirato a quel film”. Secondo il giudice tuttavia quelle non erano altro che “forme di abuso: quei metodi non sono ammessi nelle aule delle scuole”. Peraltro la preside aveva segnalato anche che il docente avrebbe fatto fare agli studenti una ricerca su alcuna racconti comici che avevano contenuti discutibili, e poi avrebbe anche fatto vedere un video con le indicazioni su come baciarsi.