Focolaio a Porto Cervo, ricoverata 20enne romana all’Istituto Spallanzani. Una ragazza di 20 anni residente a Roma è ricoverata all’Istituto Spallanzani di Roma con una polmonite da Covid-19. La giovane, che abita a Roma nord, ha trascorso una settimana in Sardegna e ha frequentato i famosi locali di Porto Cervo come il Billionaire di Flavio Briatore, il Just Cavalli, il The Temple, il Canteen di Poltu Quatu.

Una ragazza di 20 anni residente a Roma è ricoverata all’Istituto Spallanzani di Roma con una polmonite da Covid-19. La giovane, che abita a Roma nord, ha trascorso una settimana in Sardegna e ha frequentato i famosi locali di Porto Cervo come il Billionaire di Flavio Briatore, il Just Cavalli, il The Temple, il Canteen di Poltu Quatu. In isolamento all’Istituto Spallanzani anche tre ragazzi che hanno trascorso le vacanze al Circeo.

Salgono a 25 i contagi del focolaio di Porto Rotondo
Salgono a venticinque i contagi di coronavirus del focolaio della festa di Porto Rotondo in Sardegna. Si tratta di ragazzi tra i 18 e i 25 anni, 19 dei quali tornati a Roma e 6 rimasti in Sardegna, dove dovranno rimanere fino alla completa guarigione prima di poter ripartire per la Capitale. La maggior parte di loro è asintomatica.

D’Amato: “Ricoveri testimoniano che Covid non è uno scherzo”

“Non mi sorprende affatto che le valutazioni cliniche abbiano spinto i medici al ricovero per alcuni giovani. Il COVID-19 non è uno scherzo e non va sottovalutato. Colpisce indistintamente se non si mettono in atto le necessarie precauzioni. L’Aumento dei casi è diametralmente collegato al calo di attenzione che c’è stato e a chi ne ha sottovalutato gli effetti. Ovviamente auguriamo un decorso clinico breve e di guarigione per chi si trova in questa fase a vivere l’esperienza del ricovero ospedaliero. Non bisogna abbassare la guardia”, ha dichiarato l’assessore D’Amato.

Vaia (Spallanzani): “Prossimo passo sono i test prima dell’imbarco”
“L’obiettivo, lo ribadisco, è arrivare a test prima dell’imbarco. Quello che si sta facendo nei due scali romani ed in altri aeroporti italiani è un’azione assolutamente di grande importanza dal punto di vista della sanità pubblica e della prevenzione, in modo che contagiati non vadano in giro a far circolare il virus. Ma si può fare di più, un passaggio in più, e sarebbe un obiettivo assolutamente raggiungibile e possiamo farcela: dobbiamo fare in modo che il cittadino positivo al Covid non si imbarchi a bordo dell’aereo. Tutti i cittadini, prima di imbarcarsi, devono fare il test a monte, arrivando così alla modalità di “un biglietto-un tampone”. C’e’ bisogno che chi si imbarca abbia fatto il test e sia risultato negativo. Altrimenti non deve essere imbarcato. Una misura che servirebbe a garantire viaggi in maggior sicurezza e di questo se ne avvantaggerebbe sicuramente il trasporto aereo”, ha spiegato il direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani, Francesco Vaia, oggi presente a Fiumicino.