Firenze. La telefonata choc della figlia della vittima all’albergo nel centro di Firenze. In camera con la vittima, Aicha Shili, 55enne tunisina, c’era un uomo di 50 anni, italiano, che ha pagato il conto ed è andato via, sottolineando che la donna sarebbe rimasta un’altra notte. “Era viva quando sono uscito dalla camera” ha raccontato agli inquirenti.

“Pronto, sto cercando mia madre, sono la figlia di Aicha Shili. Volevo sapere se era lì da voi”. Quando ha sentito queste parole dall’altro capo del telefono a Maurizio Petrarolo, proprietario dell’albergo Enza, a Firenze, è gelato il sangue nelle vene. La donna infatti era stata trovata morta poco prima. Sul corpo della vittima, 55enne tunisina, erano presenti segni sul collo, ma il medico legale intervenuto sul posto, in base a quanto appreso, non è riuscito a stabilirne l’origine.

Con Aicha in albergo c’era un 50enne originario della Sicilia ma residente nel Casertano, che si era allontanato alcune ore prima del ritrovamento del cadavere. “Era viva quando sono uscito dalla camera” ha raccontato agli inquirenti. La sua versione è al vaglio degli investigatori. I due avevano preso quella stanza lunedì. Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, la 55enne potrebbe essere morta già da diversi giorni, visto che da tempo non rispondeva alla figlia che cercava di contattarla sul cellulare. Solo l’autopsia potrà dare risposte più chiare in tal senso. La donna, tunisina, risulta residente in provincia di Firenze e sposata con un ottantenne italiano. In queste ore i carabinieri stanno continuando a sentire tutte le persone che hanno avuto contatti con lei negli ultimi giorni.

“Ho bussato più volte e nessuno rispondeva” ha raccontato Maurizio Petrarolo a La Nazione. “Preoccupato, ho aperto e ho visto una donna stesa sotto le coperte. Si intravedeva solo il viso. Quando mi sono avvicinato ho capito che era morta: un occhio era aperto, come se guardasse il soffitto, l’altro quasi chiuso. E’ stato uno choc, ho immediatamente chiamato i soccorsi sperando che qualcuno potesse fare qualcosa, potesse fare qualcosa per riportarla in vita, sperando che non fosse troppo tardi”. E in merito al 50enne che era con lei, dice: “Era tranquillissimo, è venuto a pagare il conto dicendo che lui sarebbe andato via ma che la donna sarebbe rimasta un’altra notte. Mi ha addirittura chiesto di chiamare un hotel di Pisa e di prenotare una notte per lui lì. Mi chiedo: come si fa a essere così sereni, dopo aver ammazzato una persona. Stento a crederci”.

E, proprio mentre i carabinieri erano impegnati ad effettuare i rilievi del caso, in albergo è arrivata quella telefonata: una ragazza ha chiesto nome e cognome della donna trovata morta, in quando sua madre era scomparsa da qualche giorno. Ancora non sapeva nulla di quanto accaduto.