Festini e droga ai minori della “Bologna bene”, la Procura: “Ragazzine indotte a prostituirsi”

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Festini e droga ai minori della “Bologna bene”, la Procura

Festini e droga ai minori della “Bologna bene”, la Procura. L’ipotesi della Procura di Bologna è che due ragazzine di 17 anni siano state indotte ad avere rapporti sessuali con gli spacciatori per procurarsi la droga usata durante le feste con gli amici. Si allarga ancora l’inchiesta sui festini in zona San Mamolo: vittime della vicenda, i giovani figli della “Bologna bene”

Secondo la Procura di Bologna, erano loro a procurare la droga ai ragazzini coinvolti nell’inchiesta sui festini a base di droga in zona San Mamolo. I protagonisti della vicenda sono tutti adolescenti della “Bologna bene” che si incontravano per feste sontuose in seconde abitazioni sui colli. L’accusa nei confronti di tre uomini di età compresa tra i 40 e i 50 anni è di spaccio e induzione alla prostituzione minorile. Le abitazioni dei tre sono state perquisite secondo decreto firmato dal pm Massimiliano Rossi. Sono stati sequestrati cellulari e computer nel tentativo di allargare ulteriormente l’inchiesta sul giro di droga e prostituzione tra i minori.

Le indagini fino ad ora hanno portato gli inquirenti a casa di un ragazzo figlio di una famiglia borghese di Bologna. Nella sua villetta in zona San Mamolo si sarebbero svolti la maggior parte degli incontri: proprio qui sono state ritrovate modiche quantità di stupefacenti, per lo stupore degli ignari genitori dell’allora minore. L’adolescente avrebbe infatti avuto una relazione con la 17enne dalla quale sono partite le indagini. Sentitasi male durante una festa nel mese di luglio, era stata ricoverata in ospedale e se l’era cavata con poco. I genitori però hanno voluto vederci chiaro, lasciando alle forze dell’ordine nomi e cognomi delle frequentazioni della figlia. Il ragazzo, quindi, è uno dei tasselli più importanti per portare l’inchiesta al livello successivo: poco dopo aver compiuto 18 anni, è stato interrogato per chiarire la sua posizione. Davanti alle forze dell’ordine ha fornito la sua versione dei fatti, disegnando l’importante linea che dalla casa sui colli bolognesi porta ai tre indagati 50enni.

L’ipotesi più recente formulata dagli inquirenti è che i tre uomini abbiano costretto due ragazze minorenni ad avere rapporti sessuali in cambio di droga. Una pista battuta proprio perché una delle due ragazze ne ha parlato con gli inquirenti, aggiungendo che talvolta la droga arrivava a bordo di un’auto blu. Le due procure in campo sono quella ordinaria, che si occupa principalmente degli illeciti riguardanti lo spaccio e la prostituzione, e quella dei minori. Gli indagati, oltre ai tre adulti recentemente individuati, sono cinque. Due, all’epoca dei fatti, erano ancora minorenni. La vicenda ricorda quelle già note alla cronaca nazionale di Villa Inferno e dei Parioli. Villa Inferno arriverà nella sala bunker della Dozza la prossima settimana per l’udienza preliminare.

Nel frattempo, l’inchiesta sui colli bolognesi promette di allargarsi ancora: le nuove testimonianze dei ragazzi appena maggiorenni coinvolti in questa storia potrebbe fornire nuovi nomi alle due procure impegnate nelle indagini.

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