Femminicidio Reggio Emilia: il killer era stato già condannato per violenze sull’ex compagna

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Femminicidio Reggio Emilia, killer già condannato per violenze.

Femminicidio Reggio Emilia: il killer era stato già condannato per violenze sull’ex compagna. Mirko Genco, il 24enne fermato con l’accusa di aver ucciso Juana Cecilia Hazana Loayza, lo scorso anno era stato denunciato da un’altra ex compagna con cui viveva a Parma.

Mirko Genco, il giovane di 24 fermato dai carabinieri di Reggio Emilia con l’accusa di aver ucciso Juana Cecilia Hazana Loayza, 34enne trovata soffocata e poi sgozzata in un parco della città, avrebbe commesso il delitto dopo aver visto una foto su Instagram della donna che venerdì sera – poche ore prima dell’omicidio – si stava divertendo insieme a delle amiche in un locale del centro di Reggio. L’uomo sarebbe partito da Parma, dove vive, avrebbe raggiunto il locale in taxi e imposto alla compagna di andarsene. Lungo il tragitto a piedi verso casa di Juana ci sarebbe stata l’ennesima discussione, culminata con il delitto. Genco, reo confesso, ha detto agli inquirenti di aver di aver soffocato la vittima e poi di averla accoltellata.

Anche la madre del killer vittima di femminicidio
Genco lo scorso anno era stato denunciato da un’altra ex compagna con cui viveva a Parma per comportamenti vessatori nei suoi confronti. Secondo quanto emerso, aveva costretto la donna a limitare tutti i contatti con l’esterno e a chiudere le relazioni con gli altri. In seguito alla denuncia lei era stata collocata in una struttura protetta. Un altro dettaglio molto inquietante è emerso scavando sulla vita del presunto killer: sua madre, che si chiamava Alessia Della Pia, venne uccisa all’età di 39 anni nel dicembre 2015 e del delitto fu accusato l’ex convivente Mohammed Jella, trentenne tunisino. La donna era stata prima malmenata nell’androne di casa a Parma, poi immersa nella vasca da bagno dell’appartamento dove viveva e infine riportata esanime nell’androne. Fu lo stesso Jella, all’epoca, ad avvisare il 118 per poi fuggire immediatamente dopo. Fu arrestato nel 2017 nel Paese d’origine, la Tunisia, dopo una latitanza di un anno e mezzo.

Juana Cecilia Hazana Loayza, 34enne originaria del Perù ma da tempo residente in Emilia Romagna, è stata trovata morta ieri mattina in un parco di Reggio Emilia. A dare l’allarme ai carabinieri è stata una passante che ha notato il corpo riverso a terra a ridosso di una recinzione che delimita il confine tra il parco e un condominio. Sarebbe l’ex compagno della donna ad averla uccisa: il sospettato è stato localizzato e condotto in caserma dove si è recato anche il magistrato. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti, ma sembrano esserci pochi dubbi sul fatto che l’autore dell’ennesimo femminicidio sia stato Genco. L’uomo infatti da mesi perseguitava Juana: era già stato arrestato due volte, ma meno di un mese fa, dopo una sentenza di patteggiamento con una sospensione condizionale della pena, era tornato libero di fare del male alla donna che lo aveva denunciato. Come ricorda la Gazzetta di Parma “le misure cautelari adottate nei suoi confronti sono cadute il 4 novembre. Genco era stato arrestato il 5 settembre per atti persecutori e il 6, dopo la convalida dell’arresto, era stato scarcerato e sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento. Ma il 10 settembre era stato nuovamente arrestato per violazione della misura, violazione di domicilio e ulteriori atti vessatori, ottenendo il 23 settembre gli arresti domiciliari. Il 3, il processo con un patteggiamento a due anni e il giorno dopo, la liberazione”. Juana Cecilia Loayza lascia un figlio di un anno e mezzo.

 

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