Ha confessato Maurizio Quattrochi, dinanzi al gip del tribunale di Bergamo, Federica Gaudino, l’operaio 47enne ha ammesso di aver ucciso con quattro coltellate la moglie e madre delle sue due figlie, Zinaida Solonari: “La gelosia mi ha trasformato in una bestia”, avrebbe detto al giudice che ha così disposto per l’uomo la convalida dell’arresto in carcere.

“È stato il mostro della gelosia – ha spiegato in lacrime – mi ha trasformato in una bestia. Io non volevo ucciderla”. Poche parole, pronunciate a singhiozzi dinanzi al giudice per le indagini preliminari Federica Gaudino. Sono quelle di Maurizio Quattrocchi, l’uomo di 47 anni che nella notte tra il 5 e il 6 ottobre ha ucciso a coltellate la moglie Zinaida Solonari, a Cologno al Serio in provincia di Bergamo. L’uomo ha così confessato negli undici minuti di interrogatorio l’omicidio della 36enne, madre di tre figlie di 16,12 e 8 anni, di cui le ultime due avute proprio da lui. Per questo il giudice ha disposto la convalida dell’arresto in carcere.

Non volevo ucciderla, non se lo meritava
“Non volevo ucciderla. Ora ho perso lei e le mie figlie. Mi aveva amato tantissimo, non se lo meritava”, avrebbe concluso Quattrocchi che subito dopo il delitto si è dato alla fuga prima di essere ritrovato nel pomeriggio di domenica dai carabinieri nella zona di Martinengo. Secondo quanto riportato dall’EcodiBergamo, al 47enne sarebbe stata contestata la premeditazione: l’uomo però ad alcune domande del giudice avrebbe dato risposte vaghe, in particolare in merito al coltello utilizzato per uccidere la moglie con quattro fendenti: “Non era mio – avrebbe detto durante l’interrogatorio – devo averlo trovato nel sottoscala”.  Quattrocchi.

I carabinieri erano passati due ore prima del delitto
Zina, così la chiamava chi la conosceva, era una donna di origini moldave, madre e lavoratrice. Giovedì era andata a vivere con le sue bimbe a casa della sorella, per sfuggire alla persecuzione e alle violenze. Il marito nella notte tra sabato e domenica ha atteso la moglie proprio nel cortile di casa della sorella. Attorno alle due, quando Zina è tornata dal ristorante in cui lavorava, l’ha aggredita colpendola con quattro coltellate e uccidendola sul colpo. Poi si è dato alla fuga prima di costituirsi diverse ore dopo, ormai braccato dalle forze dell’ordine. Come rivelato dal comandante provinciale dei carabinieri di Bergamo, il colonnello Paolo Storoni, in seguito all’arresto di Quattrocchi, i carabinieri erano passati solo due ore prima da via Alberto da Giussano, a Cologno al Serio, casa della sorella di Zina, per controllare che fosse tutto in ordine nell’abitazione