Fase 2. Mentre in Italia è in corso il dibattito sulla fase 2 dell’emergenza Coronavirus, nel resto d’Europa dalle parole si è già passati ai fatti, o si progetta di farlo: dalla riaperture di scuole e negozi, alla ripresa di attività all’aperto e sportive, ecco dove il lockdown è finito o è stato allentato, in primis Austria e Repubblica Ceca.

Mentre in Italia si è aperto negli ultimi giorni il dibattito sulla famosa fase 2, quella che vedrà la fine del lockdown e la riapertura delle attività lavorative, e che dovrebbe cominciare presumibilmente il 4 maggio, almeno stando a quanto contenuto nell’ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte, nel resto d’Europa dalle parole si è già passati ai fatti. Molti sono infatti i paesi che, dopo aver superato il picco dei contagi da Coronavirus, stanno gradualmente ripartendo (o progettano di farlo), a cominciare dalle fabbriche e dalle scuole. Anche se il numero degli infetti continua a essere alto e il Covid-19 fa ancora paura, la vita in Francia come in Spagna, in Austria come in Norvegia, seppur in maniera e con tempistiche diverse, sta riprendendo con molta cautela. La parola d’ordine comune è di certo “gradualità”, perché una seconda ondata di casi, che potrebbe essere molto più violenta della prima, è un rischio reale e perché nessuno di loro soddisfa in pieno i sei criteri stabiliti dall’Oms per l’avvio della fase 2, quella della convivenza con il nuovo virus.

Cosa succede in Spagna, Francia e Germania
Tra i paesi che hanno deciso di far ripartire almeno le attività produttive c’è la Spagna, seconda al mondo per numero di contagi, dopo aver superato anche l’Italia. Nonostante sia ancora nel pieno dell’emergenza, Madrid ha voluto riaprire fabbriche e cantieri da lunedì 13 aprile. Nel Paese iberico le forze dell’ordine hanno distribuito milioni di mascherine nei punti strategici delle città e sui mezzi pubblici. Tuttavia, la maggior parte della popolazione resterà ancora bloccata nelle proprie case, mentre negozi, bar e altri spazi pubblici rimarranno chiusi almeno fino al 26 aprile. Il premier Pedro Sanchez ha infatti sottolineato che “non siamo ancora nella fase 2, il confinamento continua”, anche e soprattutto per placare le polemiche da parte delle autonomie locali che lo hanno accusato di decisioni premature sulla riapertura, annunciando “l’allentamento delle misure estreme di congelamento dell’economia”. In Francia, invece, è stato sì prorogato il lockdown fino al prossimo 10 maggio ma, come ha dichiarato il presidente Macron in un discorso alla Nazione lo scorso lunedì sera, già dall’11 maggio partirà la fase 2 che prevede persino la riapertura progressiva di asili e scuole. Macron ha dato al governo due settimane per rinforzare il pacchetto di aiuti a lavoratori autonomi ed imprese, con particolare attenzione ai settori più colpiti: turismo, ristorazione, eventi. Gli anziani, i soggetti più a rischio di contrarre l’infezione, resteranno ancora a casa, mentre per gli altri ci sarà una graduale ripresa delle proprie abitudini. Infine, anche Berlino studia un allentamento delle misure. Le restrizioni, per ora, restano in vigore fino al 19 aprile e anche dopo questa data ci sarà l’obbligo di mascherine sui mezzi di trasporto, autobus e treni, l’uso di un’app volontaria per capire con chi un cittadino contagiato potrebbe essere entrato in contatto e la riapertura per gradi delle scuole prima della fine dell’anno scolastico.

In Austria e Repubblica Ceca è già partita la fase 2
Dopo aver chiuso tutto il 15 marzo scorso e aver contenuto il numero dei contagi da Covid-19, fermi a quota 350, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha annunciato la fase 2 già la scorsa settimana. L’Austria è diventata così il primo paese europeo a prendere una decisione del genere, con delle accortenze. Pertanto, sono stati già riaperti i negozi fino a 400 metri quadri di grandezza e tutti saranno obbligati a usare le mascherine, come nei supermercati e sui mezzi pubblici, pena una multa da 25 euro. Ogni cliente dovrà avere almeno 20 metri quadri di spazio a disposizione. Riaprono anche i giardini, ma gli ingressi saranno scaglionati e controllati. Dal primo maggio dovrebbero ripartire anche centri commerciali e parrucchieri, mentre ristoranti e hotel dovranno aspettare almeno fino a metà maggio. Stesso discorso anche per la Repubblica Ceca, tra i primissimi paesi a muoversi. A Praga e dintorni sono di nuovo consentite le attività fisiche all’aperto sempre rispettando le distanze di sicurezza. Alcuni punti vendita sono stati già riaperti e si può anche andare all’estero con validi motivi, ma con l’obbligo di quarantena al rientro. Anche gli atleti potranno tornare ad allenarsi allo stadio Juliska per la prima volta dopo il lockdown.

Danimarca e Norvegia: al via la riapertura delle scuole
Dopo il lockdown anche i Paesi del Nord Europa stanno tornando lentamente alla normalità. In Danimarca sono pronte a riaprire le scuole dal 15 aprile, anche se saranno vietati incontri pubblici fino ad agosto e assembramenti di più di 10 persone. Scuole aperte dal 20 aprile anche in Norvegia. Ripartono anche i negozi e le attività non essenziali pur mantenendo gli obblighi sul distanziamento sociale e sul divieto di assembramento. In questa prima fase di allentamento delle restrizioni, i dipendenti pubblici e privati continueranno invece a lavorare da casa: in entrambi i Paesi resta in vigore lo smart working. A Copenaghen entro il 27 aprile, tocca a parrucchieri ed estetisti, purché rispettino le norme sanitarie. Il 15 giugno il via libera anche a tutti i grandi eventi sportivi e culturali. Il governo ha però chiarito ogni regione o municipalità potrà cambiare marcia se scoprirà la comparsa di nuovi focolai di infezione