Facebook, un brevetto per attivare i microfoni degli smartphone a tradimento

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Per spiare le preferenze degli utenti senza che se ne accorgano.

Quanti usano Facebook prima o poi si pongono tutti la stessa domanda: ma questo social network mi spia?

Quando i banner pubblicitari riguardano in maniera sospetta proprio ciò di cui si è appena finito di discutere online viene da chiedersi se si tratti di una semplice coincidenza o se invece ci sia qualche ragione più profonda.

«Facebook non spia nessuno»ha sempre giurato Mark Zuckerberg, anche davanti ai senatori americani, pur dovendo ammettere che la principale attività della sua creatura è vendere pubblicità e pertanto sì, un po’ di profilazione degli utenti è inevitabile.

Ora però pare che quel “po’ di profilazione” si prepari a diventare “una massiccia raccolta di informazioni sensibili”, passando direttamente attraverso la registrazione di ciò che dicono, fanno e guardano gli utenti.

Lo scorso 14 giugno Facebook ha infatti richiesto un brevetto per una tecnologia che le consenta di attivare da remoto i microfoni degli smartphone degli utenti e iniziare a registrare su comando.

Il comando in questione è un suono ad alta frequenza, inaudibile all’orecchio umano, nascosto all’interno di «contenuti trasmessi»(come per esempio gli spot pubblicitari televisivi).

Diciamo che sulla TV appare un certo spot, all’interno del quale c’è il segnale. Noi non lo sentiamo, ma il microfono del telefonino lo capta e inizia a registrare i «rumori ambientali»– ossia tutti i suoni alla sua portata, conversazioni comprese – per poi inviare «una impronta digitale ambientale sonora»a Facebook perché il social network possa analizzarla.

Il sistema di analisi identifica quindi i contenuti che hanno attivato la registrazione (per esempio il prodotto pubblicizzato) e registra l’avvenuta “visualizzazione” (come accade per i banner online) da parte dell’utente.

Questa agghiacciante prospettiva, che fa carta straccia di tutti i discorsi sulla privacy e sulla profilazione degli utenti, è forse la spiegazione più chiara del perché Mark Zuckerberg stesso copre con un pezzo di nastro adesivo la webcam e il microfono dei proprio computer.

Quando la richiesta di brevetto è diventata di dominio pubblico, ovviamente ci sono state pressioni perché Facebook commentasse ufficialmente la cosa e, magari, spiegasse che cosa sia loro saltato in mente.

Allen Lo, vicepresidente di Facebook, s’è assunto il compito di portavoce e ha spiegato che sì, il social network ha ideato e vuole proteggere quella tecnologia, ma sostanzialmente lo fa per il bene degli utenti.

«È pratica comune»– ha raccontato – «richiedere dei brevetti per prevenire gli attacchi da parte delle altre aziende. Per questo motivo, i brevetti tendono a riguardare tecnologie futuristiche spesso di natura ipotetica, e che potrebbero venir commercializzate da altre aziende».

Insomma, Facebook avrebbe deciso di brevettare gli spot spioni per evitare che qualcun altro lo faccia per primo, magari con intenti malvagi (tipo usarli per lo scopo per il quale sono stati creati, ossia spiare gli utenti). Nelle mani di Facebook, invece, sarebbero sicurissimi, perché tutti sanno che Facebook ha un sommo rispetto per la riservatezza dei suoi iscritti.

Infatti – ha dichiarato, rassicurante, Lo – «La tecnologia descritta in questo brevetto non è stata integrata in alcuno dei nostri prodotti, né lo sarà mai». E come si fa a non credere a Facebook?

 
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Marco D'Angelo - Fotografo - Blogger - Social Influencer - Tecnico Informatico - Consulente Aziendale - Esperto in Marketing e Social Media Marketing. Progetti Passati e Presenti Nato con la passione per la musica e l'informatica. Studiato fino alla 3° Media per poi formarmi come autodidatta in marketing di cui ho 11 attestati, tra cui 1 master. Creatore del Team Renegades - Team Exas del Videogioco Hearthstone - ho portato il mio team a livello nazionale italiano, raggiungendo obbiettivi enorme in tempi brevi, il Team Renegades ha raggiunto sponsor come Redbull e Varie testate giornalistiche importanti ne hanno sempre parlato. Il Team Renegades si è poi evoluto in Team Exas, questo perchè abbiamo instaurato una collaborazione con uno dei locali più grandi del Gaming Estero. Arrivando cosi a collezionare 340 vittorie - di cui 300 primi posti e 40 secondi. Attualmente creatore di Limemagazine.eu inizialmente chiamata Multiassistenzaonline è iniziato come un Blog di informatica, per aiutare le persone sui social, e per riparare i problemi tecnici dei loro smarthphone raccogliendo cosi circa 40,000 contatti in meno di 3 mesi, per poi trasformare Multiassistenzaonline in Limemagazine.eu - ad oggi Agenzia di Marketing,News, e Webdesign che totalizza la bellezza di 180,000 lettori alla settimana e più di 40,000 contatti sui social 4 pagine facebook da 7,000 like in su una da 14,000 e 4 profili da 5,000 persone l'uno ad oggi Limemagazine.eu collabora in stetto contatto con : Google News, Virgilio, Tiscali, Ansa, Fanpage.it per le notizie, e Unconvetional Events per gli Eventi in Sardegna, Limemagazine.eu in 3 anni ha aperto varie sezioni tra cui LimeEventiSardegna - dove può vantare di aver 1,500 date importanti fatte con i propri fotografi all'interno di eventi importanti e collaborazioni come OLBIA TATTOO SHOW - GRANDE ARENA CAGLIARI - POETTO FEST - e tanti altri.