La pagina Facebook di “Roma fa Schifo” non c’è più: cancellata, oscurata dalla piattaforma. Cosa è successo?

«In tutta apparenza sembrerebbe un problema dovuto al micidiale algoritmo di Facebook – è scritto sull’omonimo sito Internet – quel sistema che, complici segnalazioni anonime da parte degli utenti, riesce a chiudere pagine e profili personali con l’accusa di pornografia solo se si pubblica la foto di una mamma che allatta un bambino, o di un nudo artistico in una scultura classica o in un dipinto del Cinquecento.

La motivazione è «bullismo». E sarebbe riferita a un filmato apparso sulla bacheca qualche giorno fa. «Si trattava di un fatto a nostro avviso significativo – si legge ancora sul sito -: una aggressione, per quanto solo verbale, di uno o più cittadini contro il gruppo di scippatrici che in barba all’azione delle forze dell’ordine ogni giorno frequentano la metropolitana. L’aggressione verbale era condita di plateali minacce di morte e di percosse. E’ uno scenario che più volte in molti nostri contenuti social e qui sul sito avevamo prefigurato e previsto: lasciare le cose in abbandono e non risolvere i problemi in maniera autorevole e istituzionale porta le persone a risolverseli per conto loro in maniera spiccia. Avevamo pubblicato su Facebook il video aggiungendo questa frase di presentazione: “Cosa aspettiamo per intervenire, che qualcuno linci le scippatrici?”. In italiano la frase è chiarissima». Qualche problema, si spiega, si sarebbe creato con la traduzione: si è «pensato che noi si inneggiasse al linciaggio delle scippatrici sotto la metro quando invece il messaggio che volevamo dare era esattamente l’inverso».

“Roma fa schifo” è una bacheca pubblica di approfondimento e riflessione nata nel 2008 – si ricorda nel sito omonimo – per «mettere insieme l’indignazione, le denunzie e le segnalazioni di migliaia di cittadini nei confronti della inenarrabile situazione» in cui «versa la città di Roma». «La pubblicazione è libera e a tutti è permesso di dire la propria per il bene della città. Non c’è una redazione, non c’è un responsabile, non c’è un controllo sui contenuti pubblicati: Roma fa schifo è un semplice blog, un diario, non una testata giornalistica». Intanto su Facebook c’è già “Roma fa schifo 2”.