Importanti novità per le storie su Facebook, con l’aggiunta di post vocali e archivio, in concomitanza all’introduzione di un cloud per backup di foto e video

Da qualche ora Facebook ha rilasciato in India un aggiornamento molto corposo. La più interessante delle tre funzionalità aggiunte è quella che permetterà di pubblicare storie vocali. Sarà, infatti, possibile scegliere la modalità “Audio”, registrare il nostro pensiero e condividerlo con i nostri seguaci. Questa funzione sarà particolarmente comoda ai micropodcaster o per condividere aggiornamenti velocemente senza bisogno di scrivere. E’ probabile inoltre che questo incoraggi gli utenti a spostare, almeno in parte, l’attenzione sulle storie Facebook da quelle sicuramente più sfruttate di Instagram. L’azienda di Menlo Park si è detta decisa a potenziare questa feature del proprio social network, e i dati risultano “incoraggianti”. Tuttavia non sono state rilasciate statistiche riguardo al loro utilizzo, quando su Instagram si contano 300 milioni di storie giornaliere, che arrivano a 450 milioni su WhatsApp.

Sarà possibile, come già da qualche tempo su Instagram, archiviare le proprie stories per conservarle ed eventualmente condividerle nuovamente, trascorse 24 ore dalla pubblicazione. Altro tipo di archivio invece quello cloud, che consentirà agli utenti di conservare i propri scatti e le proprie registrazioni sui server del social network. Sarà possibile accedere a queste due funzioni attraverso la sezione “Fotocamera” dell’app. Facebook al momento non ha ancora chiarito se ci sia o no un limite di spazio per il backup su cloud.

Cloud storage Facebook

Perché prima l’India?

Teniamo a precisare come la scelta dell’India non sia casuale. Infatti, in questo paese ci sono ben 22 lingue ufficiali e 100 non riconosciute. Inoltre le tastiere non sempre sono adatte per scrivere in alcune di queste lingue. L’introduzione delle storie vocali permetterà quindi di condividere più efficacemente e comodamente i propri pensieri. In aggiunta a ciò è noto come gli indiani dispongano mediamente di dispositivi poco performanti. Grazie all’archiviazione sul cloud sarà quindi possibile allegerire il carico su questi ultimi, quantomeno a livello di memoria.