Facebook chiede alle banche di condividere i dati dei loro clienti

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I tuoi soldi o i tuoi dati. Il concetto chiave che tiene in piedi molti servizi offerti dai big californiani della tecnologia è diventato, negli anni, un mantra assai diffuso a certe latitudini.

Se di mezzo c’è Facebook, poi, il disegno sembra sempre molto chiaro. E le ultime vicende, lo raccontano benissimo. Ma la storia, a quanto pare, è tutt’altro che chiusa. E la tutela dei dati personali, nel nuovo mondo dei social network, sembra un concetto molto labile.

L’ultima prova, in ordine di tempo, la fornisce il Wall Street Journal, che riferisce di un dossier secondo il quale il social network di Mark Zuckerberg avrebbe avuto contatti con alcuni importanti gruppi bancari americani (fra questi JP Morgan, Wells Fargo, Citigroup e US Bancorp) per ottenere i dati degli utenti. Informazioni relative ai conti correnti e ai movimenti effettuati con carte di credito e bancomat. Un pacchetto di dati che, unito a quello (vastissimo) già in possesso del social network, darebbe vita a una profilazione dell’utente molto dettagliata, soprattutto in chiave finanziaria. Secondo il quotidiano statunitense, una delle banche americane coinvolte, probabilmente per timore di ripercussioni sull’immagine dell’istituto in fatto di tutela dei dati, avrebbe abbandonato le trattative nella fase iniziale. Mentre rimane poco chiaro il resto della vicenda.

L’azienda con sede a Menlo Park, secondo quanto emerso, avrebbe chiesto queste informazioni nel tentativo di offrire nuovi servizi agli utenti. E ha fatto sapere che questi dati non rientrerebbero fra quelli utilizzati per il targeting pubblicitario, né nel programma di condivisione con terze parti. Giova ricordare che Facebook, nel 2015, ha lanciato un servizio di money transfer attraverso la piattaforma Messenger (in Italia non è attivo, ndr) e che non ha mai nascosto le sue ambizioni di lanciare servizi finanziari che potessero integrare (o sostituire) quelli offerti oggi dalle banche. Per questo motivo la partnership con alcuni grandi colossi creditizi potrebbe aver dato al social di Zuckerberg la spinta necessaria verso questi nuovi lidi.

Privacy questa sconosciuta 
Questa storia addensa ulteriormente le nuvole sopra il cielo di Facebook. L’azienda è già alle prese con uno scandalo enorme, quello di Cambridge Analytica, che ne ha minato la stabilità (non solo economica) nel corso degli ultimi cinque mesi. I dati di 87 milioni di utenti sono finiti troppo facilmente nelle mani di una società che potrebbe averli usati a scopi elettorali. Una storia che ha mostrato il nervo scoperto del gioiello di Menlo Park. Il trattamento dei dati personali, insomma, rimane un enigma pesante, quando all’orizzonte compare Facebook. E la trattativa coi gruppi bancari conferma questa strada.

La difesa di Facebook 
Elisabeth Diana, portavoce di Facebook, ha spiegato al Wsj che «non usiamo i dati degli acquisti dalle banche o da compagnie di carte di credito a scopi pubblicitari. Inoltre, non abbiamo relazioni speciali, partnership o contratti con banche o aziende di carte di credito per usare i dati relativi agli acquisti dei loro clienti per fare pubblicità». La stessa Diana ha aggiunto che «come altri gruppi online, parliamo regolarmente con le istituzioni finanziarie su come migliorare le esperienze commerciali della gente, come migliorare il customer service. Una parte essenziale di questo sta nel tenere al sicuro le informazioni delle persone». Trish Wexler, portavoce di JP Morgan, ha spiegato che la banca «non sta condividendo» alcun dato. Ma questa storia estiva sembra aver aperto un nuovo fronte in grado di dire ancora molto. Al centro, anche stavolta, i dati degli utenti.

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Marco D'Angelo - Fotografo - Blogger - Social Influencer - Tecnico Informatico - Consulente Aziendale - Esperto in Marketing e Social Media Marketing. Progetti Passati e Presenti Nato con la passione per la musica e l'informatica. Studiato fino alla 3° Media per poi formarmi come autodidatta in marketing di cui ho 11 attestati, tra cui 1 master. Creatore del Team Renegades - Team Exas del Videogioco Hearthstone - ho portato il mio team a livello nazionale italiano, raggiungendo obbiettivi enorme in tempi brevi, il Team Renegades ha raggiunto sponsor come Redbull e Varie testate giornalistiche importanti ne hanno sempre parlato. Il Team Renegades si è poi evoluto in Team Exas, questo perchè abbiamo instaurato una collaborazione con uno dei locali più grandi del Gaming Estero. Arrivando cosi a collezionare 340 vittorie - di cui 300 primi posti e 40 secondi. Attualmente creatore di Limemagazine.eu inizialmente chiamata Multiassistenzaonline è iniziato come un Blog di informatica, per aiutare le persone sui social, e per riparare i problemi tecnici dei loro smarthphone raccogliendo cosi circa 40,000 contatti in meno di 3 mesi, per poi trasformare Multiassistenzaonline in Limemagazine.eu - ad oggi Agenzia di Marketing,News, e Webdesign che totalizza la bellezza di 180,000 lettori alla settimana e più di 40,000 contatti sui social 4 pagine facebook da 7,000 like in su una da 14,000 e 4 profili da 5,000 persone l'uno ad oggi Limemagazine.eu collabora in stetto contatto con : Google News, Virgilio, Tiscali, Ansa, Fanpage.it per le notizie, e Unconvetional Events per gli Eventi in Sardegna, Limemagazine.eu in 3 anni ha aperto varie sezioni tra cui LimeEventiSardegna - dove può vantare di aver 1,500 date importanti fatte con i propri fotografi all'interno di eventi importanti e collaborazioni come OLBIA TATTOO SHOW - GRANDE ARENA CAGLIARI - POETTO FEST - e tanti altri.