Eleonora Perrone seviziata. Marco Manfrini, accusato di aver picchiato, seviziato a morsi e ucciso la moglie Eleonora Perraro, a Nago Torbole, in provincia di Trento, lo scorso 5 settembre, ha lasciato il carcere per trasferirsi agli arresti domiciliari senza braccialetto elettronico, in seguito all’emergenza coronavirus.

Marco Manfrini, accusato di aver picchiato, seviziato a morsi e ucciso la moglie Eleonora Perraro, a Nago Torbole, in provincia di Trento, lo scorso 5 settembre, è agli arresti domiciliari senza braccialetto elettronico, in seguito all’emergenza coronavirus. Il Giudice per le indagini preliminari che ha disposto il provvedimento, infatti, ha ritenuto ‘superflua’ l’adozione di ulteriori misure limitative della libertà del Manfrini – quale sarebbe il braccialetto – per le ‘restrizioni già esistenti e conseguenti all’epidemia Covid19′. Tradotto, Manfrini non ha bisogno del braccialetto, perché con le restrizioni vigenti per la pandemia non potrebbe andare da nessuna parte.La notizia è stata data ieri sera nel programma ‘Chi l’ha visto’, dove sono intervenute anche la sorella e la madre della vittima. Quest’ultima si è detta anche preoccupata per la propria incolumità: “Ho paura perché è una persona molto pericolosa”.  “Non è infetto. Sia chiaro – ha precisato – Non è in pericolo di vita. Non è in una terapia intensiva attaccato a una macchina che lo aiuta a respirare. No. È a casa sua senza alcun dispositivo di tracciamento. Con la concreta possibilità che possa andarsene dove vuole”.

Il delitto risale al settembre 2019. La tragedia è andata in scena in serata, quando tra i due, che avevano trascorso una giornata apparentemente spensierata in gita al Lago di Garda, sarebbe scoppiata una lite. Eleonora era già in condizioni di vulnerabilità, con una gamba supportata da un tutore e le stampelle, per quella che aveva raccontato a tutti come una caduta. Secondo la ricostruzione dei Ris, la donna sarebbe stata picchiata violentemente, scaraventata contro i tronchi degli alberi, aggredita a morsi in faccia e seviziata. È stato lo stesso Manfrini, l’indomani, ad allertare il 112. “Mia sorella ha sofferto due ore e mezza, torturata, seviziata, cannibalizzata” ha detto a Chi l’ha visto, Erika Perrone che insieme alla madre della vittima chiede che il responsabile dell’assassinio di Eleonora sconti la sua pena. Marco Manfrini in passato era stato condannato per violenza sessuale, lesioni e minacce nei confronti della sua ex convivente.

eleonora perrone