Dopo il vaccino Covid solo 1 su 4 sviluppa effetti collaterali sistemici: ecco i più comuni

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Dopo il vaccino Covid solo 1 su 4 sviluppa effetti collaterali sistemici.

Dopo il vaccino Covid solo 1 su 4 sviluppa effetti collaterali sistemici. Analizzando i dati di circa 630mila cittadini britannici che hanno segnalato gli effetti collaterali indotti dai vaccini anti Covid di Pfizer e AstraZeneca, un team di ricerca guidato dal King’s College di Londra ha determinato che solo uno su quattro sviluppa lievi e transitori sintomi sistemici, come la febbre e l’affaticamento.

Sperimentare effetti collaterali lievi e transitori dopo la somministrazione di un qualunque vaccino è del tutto normale, poiché si tratta di una reazione del nostro sistema immunitario alla presenza dell’antigene. In parole semplici, sviluppare febbre, affaticamento, mal di testa e altri sintomi passeggeri ci segnala che il farmaco sta funzionando. Non tutti li sperimentano perché la risposta immunitaria innata che si manifesta con l’infiammazione può essere meno prorompente in alcune persone, ma ciò non significa affatto che non si determini l’immunità, come specificato su The Conversation dall’immunologa Veenu Manoharan dell’Università Metropolitana di Cardiff (Regno Unito). Un nuovo studio dedicato all’incidenza degli effetti collaterali innescati dai vaccini anti Covid BNT162b2/Tozinameran di Pfizer-BioNTech e Vaxzevria di AstraZeneca-Oxford-Irbm ha dimostrato che solo una persona su quattro sperimenta lievi sintomi sistemici, che spariscono nell’arco di 48 ore.

A condurre lo studio è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del King’s College di Londra, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Massachusetts General Hospital, della Scuola di Medicina dell’Università di Harvard e della società ZOE Global. Gli scienziati, coordinati dal professor Tim Spector, docente presso il Dipartimento per la Ricerca sui Gemelli ed Epidemiologia Genetica, per la propria indagine si sono avvalsi dell’applicazione ZOE COVID Symptom Study, utilizzata non solo dai pazienti infettati dal coronavirus SARS-CoV-2 per segnalare sintomi ed esiti clinici, ma anche dai vaccinati per indicare effetti collaterali e reazioni avverse. In tutto sono stati analizzati i dati rilasciati da 627.383 utenti dell’app, che tra l’8 dicembre 2020 e il 10 marzo 2021 hanno auto-segnalato effetti sistemici e locali entro otto giorni dall’inoculazione dalla prima (o dalla seconda) dose del vaccino Pfizer-BioNtech e dalla prima vaccino di AstraZeneca. I partecipanti erano così suddivisi: 282.103 vaccinati con la prima dose del vaccino di Pfizer; 28.207 con la seconda dose e 345.280 con la prima dose del farmaco di AstraZeneca.

Gli effetti collaterali sistemici, ovvero quelli generalizzati come la febbre, l’affaticamento, i dolori muscolari e il mal di testa, sono stati segnalati dal 13,5 percento (38.155 su 282.103) dei pazienti che hanno ricevuto la prima dose di Pfizer; dal 22 percento (6.216 su 28.207) di chi ha ricevuto anche la seconda dose; e dal 33,7 percento (116.473 su 345.280) di chi ha ricevuto la prima dose del vaccino di AstraZeneca. Gli effetti collaterali locali – come il dolore e il gonfiore al sito dell’iniezione – sono stati riportati dal 71,9 percento (150.023 su 208.767) di coloro che hanno ricevuto la prima dose di Pfizer; dal 68,5 percento (9.025 su 13.179) di chi ha ricevuto la seconda dose; e dal 58,7 percento (104.282 su 177655) dei vaccinati con la prima dose si Vaxzevria. Gli effetti collaterali sistemici, in generale, sono stati segnalati dal 25,4 percento delle persone vaccinate ed erano più comuni in chi già aveva avuto la COVID-19. Gli effetti collaterali locali come il dolore al sito dell’iniezione sono stati invece riportati dal 66,2 percento dei partecipanti.

L’effetto collaterale sistemico più comune è stato il mal di testa. Lo ha segnalato il 7,8 percento dei soggetti vaccinati con la prima dose di Pfizer; il 13,2 percento di chi ha ricevuto la seconda dose; e il 22,8 percento di chi ha ricevuto la prima dose di AstraZeneca. Il secondo effetto collaterale sistemico più segnalato è stato l’affaticamento. Lo ha segnalato l’8,4 percento dei vaccinati con la prima dose di Pfizer; il 14,4 percento dei vaccinati con la seconda dose; e il 21,1 percento di chi ha ricevuto la prima dose del Vaxzevria (per la seconda devono trascorrere 3 mesi, dunque le seconde inoculazioni non sono state coinvolte nello studio). In generale gli effetti collaterali erano più comuni nelle persone con meno di 55 anni e nelle donne, che hanno notoriamente un sistema immunitario più reattivo.

Il professor Spector e i colleghi hanno anche analizzato il rischio di infezione da coronavirus SARS-CoV-2 tra i partecipanti, che è risultato significativamente ridotto già dopo 12 giorni dalla prima dose: a 21-44 giorni dalla prima dose di AstraZeneca è stato abbattuto del 60 percento e del 69 percento per lo Pfizer, mentre a 45-59 giorni si è arrivati a una riduzione del 72 percento. “I risultati mostrano anche una protezione fino al 70 percento dopo 3 settimane dopo una singola dose, che è una notizia fantastica per il Paese, soprattutto perché più persone hanno ricevuto il secondo colpo”, ha dichiarato il professor Spector in un comunicato stampa. “I nostri risultati evidenziano la sicurezza degli effetti collaterali di entrambi i vaccini, con meno effetti collaterali nella popolazione generale rispetto a quelli rilevati negli studi clinici di Pfizer e AstraZeneca. Dovrebbero ridurre le preoccupazioni delle persone sui vaccini e spingerle a vaccinarsi”, ha affermato la professoressa Cristina Menni, prima autrice dello studio del King’s College di Londra. I dettagli della ricerca “Vaccine side-effects and SARS-CoV-2 infection after vaccination in users of the COVID Symptom Study app in the UK: a prospective observational study” sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica Lancet Infectious Diseases.

 

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