Dl sicurezza, il governo rinvia le modiche dei decreti Salvini a dopo le regionali. Dopo mesi di rinvii le modifiche dei decreti sicurezza sarebbero dovute approdare in Consiglio dei ministri nella prima riunione di settembre, dopo l’accordo raggiunto in maggioranza. Ma il rischio che i cambiamenti dei provvedimenti voluti da Matteo Salvini slittino a dopo le elezioni regionali si fa ora sempre più concreto.

Doveva essere uno dei primi interventi in assoluto del governo targato M5s-Pd. Poi la questione è slittata, di mese in mese. Fino ad arrivare all’estate di quest’anno. L’accordo nella maggioranza sembra esserci. Ma il rischio che le modifiche ai decreti sicurezza voluti dall’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, slittino ancora è concreto. Dovevano essere approvati nel primo Consiglio dei ministri di settembre, ma ad oggi sembra probabile un rinvio di qualche settimana, a dopo le elezioni regionali del 20 e 21 settembre. Ancora nulla di certo, la discussione è tutt’ora in atto. Ma la volontà – soprattutto su spinta dei 5 Stelle – di far slittare il provvedimento sembra più che una semplice opzione sul tavolo. A confermarlo è anche il Redattore sociale, dando quasi per certo il rinvio a ottobre, dopo le regionali.

Dl sicurezza, protestano le associazioni: no a rinvio modifiche

Le associazioni, intanto, protestano. Come dimostrano le parole di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione di Arci: “Spero che non sia vero, se questo governo decide di rinviare le modifiche dei decreti Salvini a causa delle elezioni fa l’ennesimo regalo ala destra. Abbiamo già visto in passato come questo sia un errore, ad esempio è stato fatto lo stesso con le modifiche alla legge sulla cittadinanza: se rinunci per paura di perdere voti, dai ragione a chi è di parere opposto e gli regali un argomento in campagna elettorale”. Per Miraglia si tratta di un errore “sia politico che tecnico: la sinistra che non ha il coraggio delle proprie scelte avvantaggia Salvini e la destra. Il Pd dovrebbe pretendere di chiudere questa partita subito, senza fare scambi, magari per un sì al referendum, e senza porre ulteriori condizioni”.

Il rischio che saltino le modifiche
Gianfranco Schiavone di Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) sembra condividere il ragionamento: “Questo rinvio è l’ennesimo gioco della paura, si rinuncia a presentare agli italiani la propria visione diversa e nuova sulle migrazioni per paura di perdere consenso. È ormai un circolo vizioso costante dal quale però bisogna uscire, soprattutto in un momento in cui bisognerebbe spiegare le proprie idee agli elettori. Quei decreti non vanno bene, perché non spiegare che i grandi centri creati da Salvini stanno creando problemi con l’emergenza sanitari di Covid-19? Che serve reintrodurre una forma di protezione? Se poi il rinvio significa che il voto influenzerà le modifiche, potremmo avere una crisi di quell’accordo che abbiamo raggiunto a fatica, c’è addirittura lo spettro di non fare nulla”.