«Devi fare sesso con me perché incarno lo spirito santo», così il mago De Simone violentava le donne

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«Devi fare sesso con me perché incarno lo spirito santo», così il mago De Simone violentava le donne.

«Devi fare sesso con me perché incarno lo spirito santo», così il mago De Simone violentava le donne. Non solo denaro. Mago De Simone avrebbe costretto diverse donne a intrattenere rapporti sessuali con lui, dicendo loro di di incarnare in quei momenti lo spirito santo. I rapporti intimi, quindi, sarebbero serviti ad assicurarsi le “grazie” richieste dalle vittime, ma avrebbero funzionato solo a determinate condizioni. L’uomo le spogliava e approfittava dei loro corpi, pur conoscendo le enormi fragilità di quelle donne. Molte si erano rivolte a lui per riconquistare il marito, trovare l’amore della vita o riconciliarsi con i propri fratelli.

«Trattasi di un corposa schiera di reati contro il patrimonio e contro la libertà morale fisica che il De Simone ha compiuto senza scrupolo alcuno nell’ambito di una attività che svolge in via professionale ma fondata sulla menzogna e sull’abuso della superstizione popolare». E’ scritto così negli atti dell’inchiesta che questa mattina ha portato all’arresto in carcere di Davide De Simone, classe 1980, professione mago con millantati poteri soprannaturali, ora indagato per ricettazione, detenzione abusiva di armi, violenza sessuale, circonvenzione di incapace e omicidio colposo. L’uomo, descritto negli atti come pericoloso e con la propensione a delinquere, avrebbe raggirato decine di persone affette da inferiorità psichica o estremamente fragili, con la complicità della moglie, detenuta invece in regime di arresti domiciliari. De Simone, in particolare, avrebbe indotto alla morte un uomo colpito da un infarto intestinale, promettendogli la guarigione con la sola imposizione delle mani. In altri casi, il 41enne avrebbe convinto le sue vittime intrattenere con lui rapporti intimi, spacciandosi per la reincarnazione dello spirito santo. Secondo il giudice per le indagini preliminari, Barbara Borelli, il provvedimento si è reso necessario per il pericolo concreto di reiterazione dei reati.

Menzogne e abusi in riva allo Stretto
L’uomo, nato e residente in Sicilia ma domiciliato a Reggio Calabria, avrebbe ingannato decine di persone, tutte psicologicamente deboli e altamente superstiziose, dalle quali si sarebbe fatto consegnare parecchie migliaia di euro per risolvere problemi di salute o di natura sentimentale usando termini come “blocco”, cioè una maledizione, “majia” o “fatture negative”,  «ingenerando – scrivono gli inquirenti – il timore di un pericolo immaginario». Le vittime erano tutte fortemente condizionabili e si erano rivolte a lui perché in apprensione o in stato di disperazione o di angoscia. Alcune avrebbero voluto risolvere dissidi con i propri fratelli, altre avrebbero voluto trovare l’amore, altre ancora avrebbero voluto ritrovare l’unione famigliare ormai perduta. Per convincere le persone a sborsare i soldi, De Simone avrebbe venduto loro amuleti, talismani, candele, monili preziosi e persino boccette d’acqua “benedetta” che, unitamente a riti esoterici e messe nere, avrebbero realizzato tutti i desideri.

«Sesso con me perché sono lo spirito santo»

Stando alla ricostruzione della procura, mago De Simone non avrebbe preteso soltanto denaro. A diverse donne avrebbe fatto credere di incarnare lo spirito santo, tramite cui intercedere per ottenere il favore. A tal proposito, quindi, le avrebbe indotte a compiere e subire atti sessuali, convincendole di poter ritrovare la serenità. Dagli atti di inchiesta, però, gli incontri descritti dagli inquirenti, non hanno alcunché di trascendentale. L’uomo, ora detenuto in regime carcerario, avrebbe spinto le donne al muro o sul divano, per poi spogliarle e approfittare della loro debolezza per sfogare le sue perversioni, talvolta indicibili e segnate dalla violenza. La raccomandazione alle vittime era quella di pensare all’oggetto del desiderio, altrimenti il rapporto sessuale non sarebbe servito a nulla.

L’accusa di omicidio colposo
Tra le accuse mosse a mago De Simone, c’è anche quella dell’omicidio colposo. L’ipotesi di reato fa riferimento alla morte di un uomo di 52 anni, affetto da infermità mentale, convinto dal santone a curarsi tramite la magia, anziché sottoporsi a un importante intervento per guarire dalle conseguenze di un infarto intestinale. Secondo il quadro accusatorio, De Simone si sarebbe fatto consegnare ripetutamente del denaro e lo avrebbe convinto a rifiutare le cure dei medici, intervenuti quando era poi troppo tardi. Il santone gli avrebbe garantito che i suoi poteri miracolosi lo avrebbero guarito dall’infermità, causata dalle energie negative, e dai dolori addominali e dal vomito che affliggevano il 52enne da giorni. La vittima è morta qualche settimana più tardi a causa del ritardo con cui i medici, alla fine, avevano sottoposto il paziente all’operazione chirurgica.

Le origine dell’inchiesta
Tutto ha avuto inizio nel 2019, quando in un ufficio postale di Reggio Calabria la coppia, De Simone e consorte, sarebbero stati notati in atteggiamenti sospetti al punto da richiedere una verifica delle autorità. La perquisizione aveva consentito di ritrovare cartucce per fucile e una ingente quantità di soldi e monili preziosi. Per di più, l’uomo era risultato già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e violenza alla persona (furto aggravato, violazione di domicilio, violenza privata, percosse e reati efferenti le sostanze stupefacenti). Di conseguenza, la procura aveva avviato una indagine d’ufficio per tracciare la provenienza del materiale. Dopo le articolate indagini, questa mattina i carabinieri della compagnia di Reggio hanno prelevato il mago dalla sua abitazione per condurlo nella casa circondariale.

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