Crema, forse di Sabrina Beccalli i resti carbonizzati trovati nell’auto bruciata da Pasini. I resti trovati nell’auto bruciata a Vergonzana, frazione di Crema, potrebbero appartenere a Sabrina Beccalli. Questa l’ipotesi sostenuta non solo dall’avvocato di Alessandro Pasini, accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere, ma anche dalla procura di Cremona che ha disposto nuove analisi sulle ossa rinvenute. Due veterinari diversi avevano però garantito agli investigatori che si trattassero di resti di cane.

Sarebbero di Sabrina Beccalli i resti trovati all’interno della Fiat Panda trovata in fiamme nelle campagne di Vergonzana, frazione di Crema, dove la 39enne viveva e da cui è scomparsa ormai da due settimane. A sostenerlo, dopo un primo annuncio del legale di Alessandro Pasini, l’uomo accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere, Paolo Sperolini, ora è la procura di Cremona che non esclude del tutto la possibilità che il 45enne abbia detto la verità.

La procura apre all’ipotesi: Forse di Sabrina i resti nell’auto bruciata

Secondo la sua versione, infatti, Pasini avrebbe trovato Sabrina morta per poi bruciarne il corpo insieme all’auto. Per la certezza definitiva, il procuratore Roberto Pellicano ha chiesto al medico legale Cristina Cattaneo di riesaminare le ossa inizialmente ritenute di un cane da due veterinari diversi. . Per avere certezze definitive, il procuratore della Repubblica Roberto Pellicano, ha chiesto questa mattina al medico legale Cristina Cattaneo la disponibilità a riesaminare le ossa sequestrate inizialmente ritenute di un cane da due veterinari diversi. Per farlo, si dovrebbe procedere con l’esame del dna.

L’avvocato di Pasini: Tra le ossa anche quelle di un essere umano
“Quelle ossa presenti nell’abitacolo dell’auto data alle fiamme possono benissimo essere quelle di Sabrina, come ha da subito sostenuto il mio assistito”, aveva dichiarato Paolo Sperolini, l’avvocato di Alessandro Pasini dando eco alle parole del 45enne che ha ribadito a più riprese la sua versione dei fatti anche agli inquirenti. Secondo quanto sostenuto dall’avvocato, però, che ha detto di aver consultato un “consulente di massimo livello”, tra quei resti vi sarebbe almeno un osso appartenente alla specie umana. Si tratterebbe di una clavicola. La convinzione di Sperolini nasce da “una valutazione provvisoria delle immagini fotografiche” delle ossa bruciate repertate in questi giorni dai Ris. “Il mio consulente – ha continuato il legale di Pasini – non ha avuto dubbi: almeno una di quelle ossa non può non appartenere a un essere umano”. Non sarebbe quindi di un cane, come precedentemente stabilito dai veterinari, motivo per cui Sperolini sottolinea che ciò “rafforza la tesi” del suo assistito. L’avvocato ha comunque ribadito che “si tratta di una prima approssimativa valutazione” e di aver “informato la procura”.