Cosa fa Fincantieri, l’azienda a cui il governo vuole affidare la ricostruzione del ponte Morandi

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Il ministro dei trasporti Toninelli vuole incaricare Fincantieri della ricostruzione del ponte di Genova. L’azienda si occupa di cantieristica navale ma anche di infrastrutture

Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, ha annunciato che nel consiglio dei ministri di venerdì presenterà un decreto legge per Genova, dopo il crollo del viadotto Morandi che ha causato la morte di 43 persone. Il provvedimento, secondo le anticipazioni del ministro, conterrà strumenti di aiuto alle famiglie e alle imprese (mutui e agevolazioni fiscali) e l’affidamento per la ricostruzione del ponte. Un candidato c’è già: Fincantieri. I lavori, ha detto Toninelli stesso, “dovranno essere affidati a un soggetto a prevalente o totale partecipazione pubblica dotato di adeguate capacità tecniche come Fincantieri”.

Il gruppo Fincantieri è uno dei più importanti gruppi mondiali nel settore della cantieristica navale. Sede a Trieste, in oltre 230 anni di attività ha costruito oltre settemila navi. Conta più di 19.500 dipendenti, di cui oltre 8.300 in Italia, 20 stabilimenti in 4 continenti, tra Europa, Americhe e Asia. Con una capitalizzazione di circa 2,4 miliardi di euro e un capitale sociale di 862 milioni, il gruppo, quotato alla Borsa di Milano, è uno dei leader mondiali nella progettazione e costruzione di navi da crociera, navi militari, offshore, traghetti e mega-yacht.

Fincantieri controlla anche numerose società in tutto il mondo e ha chiuso il 2017 con un totale di ricavi per miliardi di euro. Ha contratti con i maggiori operatori crocieristici, con la marina italiana e quella statunitense. Fincantieri è al 71,6% proprietà di Fintecna, società a sua volta partecipata interamente da Cassa depositi e prestiti, che è all’82,7% del ministero dell’Economia e delle finanze.

Fincantieri, quindi, risponde a quel controllo pubblico che il Movimento 5 Stelle vuole riportare sul settore delle infrastrutture.

Le partecipate di Fincantieri non si limitano ai soli cantieri navali e spaziano dalla consulenza logistica all’oil&gas, dalla componentistica alle infrastrutture. Fincantieri infrastructure, come si legge sul sito, “è specializzata nella progettazione, realizzazione e montaggio di strutture in acciaio su progetti di grande dimensione quali ponti, stadi, porti oltre a progetti di tipo industriale, commerciale e istituzionale“. Ciò che cerca Toninelli.

Tra l’altro il presidente del gruppo, Giampiero Massolo, era uno dei nomi in lizza per assumere la carica di premier dell’esecutivo gialloverde, prima che la scelta ricadesse sull’avvocato Giuseppe Conte. Un nome, quello di Massolo, sostenuto dai 5 Stelle.

La scorsa estate Fincantieri è stata sotto i riflettori per via del progetto di fusione con la francese Stx France, anch’essa impegnata nei cantieri navali. Dopo la firma dell’accordo con lo Stato francese, il colosso italiano è entrato in possesso del 50% del capitale di Stx France, siglando un’operazione da 59,7 milioni di euro. La base per l’accordo sono state delle strategie comuni per quanto riguarda il settore civile – navi da crociera da realizzare nei cantieri di Saint-Nazaire – e il settore militare, con la partecipazione di una quota del 10% da parte di Naval Group.

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