Coronavirus. Il governo francese ha approvato l’utilizzo del farmaco antimalarico idrossiclorochina (nome commerciale Plaquenil) e dei due principi attivi antiretrovirali lopinavir e ritonavir contro la COVID-19, l’infezione causata dal coronavirus SARS-CoV-2. Il farmaco prodotto da SANOFI è considerato uno dei più promettenti nel contrasto alla pandemia.

La Francia ha approvato l’uso dell’idrossiclorochina nel contrasto alla COVID-19, l’infezione scatenata dal nuovo coronavirus emerso in Cina (SARS-CoV-2). Il farmaco, prodotto e venduto dalla casa farmaceutica francese SANOFI col nome commerciale di Plaquenil, era già balzato agli onori della cronaca transalpina per il suo utilizzo “compassionevole” fatto dal professor Didier Raoult presso l’istituto IHU Méditerranée infection di Marsiglia; la somministrazione a un piccolo campione di pazienti contagiati dal SARS-CoV-2 aveva dato risultati positivi suscitando molto interesse, ma anche qualche polemica, trattandosi di un medicinale con alcuni effetti avversi noti (in particolar modo cardiotossicità).

Ma cos’è esattamente l’idrossiclorochina? Come suggerisce il nome, si tratta di un derivato della clorochina, un farmaco antimalarico utilizzato con successo da decenni. Grazie all’aggiunta di un gruppo idrossilico al composto originale è stato ottenuto il Plaquenil, anch’esso utilizzato contro la malaria. In virtù della minore tossicità rispetto alla clorochina e delle sue proprietà antiinfiammatorie, tuttavia, il principio attivo viene utilizzato anche contro patologie autoimmuni alla stregua del lupus eritematoso sistemico, della porfiria cutanea tardiva e dell’artrite reumatoide. Anche un altro farmaco contro le complicazioni di quest’ultima patologia (il Tocilizumab/Actemra prodotto e commercializzato dalla casa farmaceutica ROCHE) sembrerebbe essere molto efficace contro la COVID-19.

Nel caso dell’idrossiclorochina, il governo francese ne ha approvato l’utilizzo in un apposito decreto del 25 marzo pubblicato sul sito istituzionale Legifrance.gouv.fr. Oltre a questo farmaco è stato dato il via libera all’utilizzo in associazione con il lopinavir e il ritonavir, due principi attivi antiretrovirali utilizzati da un decennio nel contrasto al virus dell’HIV, responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS). Un team di ricerca cinese coordinato da scienziati del Centro di Medicina Respiratoria presso il National Clinical Research Center for Respiratory Diseases ha tuttavia determinato che i due farmaci non sarebbero così efficaci nel contrasto al coronavirus; in uno studio condotto con 200 pazienti, infatti, hanno osservato che la metà trattata con lopinavir e ritonavir non ha beneficiato di un miglioramento clinico, di un tasso di mortalità minore o di una riduzione della carica virale nei campioni biologici. Ciò nonostante si è trattato di un studio preliminare con dei limiti e su pazienti molto gravi, dunque è troppo presto giungere a conclusioni affrettate, come affermato dagli stessi autori della ricerca.

In base al decreto francese, sia l’idrossiclorochina che i due antiretrovirali loinavir/ritonavir potranno essere prescritti e somministrati sotto la responsabilità del medico curante. I pazienti dovranno dare la loro autorizzazione al prosieguo del trattamento, qualora le loro condizioni lo consentissero. Com’è noto, infatti, il 10 percento dei pazienti colpiti dalla COVID-19 finisce in terapia intensiva e intubato.