Coronavirus. Claudia da quasi una settimana è in attesa di ricevere una chiamata dalla Asl per effettuare un tampone. Pochi giorni dopo essere rientrata dall’Emilia ha iniziato ad avere febbre e difficoltà respiratoria: è stata la stessa autorità sanitaria a segnalarla per l’analisi visto che i sintomi compatibili con il nuovo conavirus.

Da ormai giorni il numero verde 800.118.800 della Regione Lazio dedicato all’emergenza Covid-19 è sovraccarico di chiamate e in molti stanno trovando difficoltà a prendere la linea. C’è la possibilità di compilare un modulo online per segnalare la propria situazione senza intasare il numero verde, la cui capacità è stata proprio oggi raddoppiata. Ma spesso riuscire ad ottenere una risposta su come comportarsi dalla Asl competente è un percorso lungo e complicato.

Claudia (nome di fantasia) si trovava in Emilia Romagna il 19 e 20 febbraio, qualche giorno prima che esplodesse il caso in Italia. Ad una settimana dal suo rientro a Roma ha iniziato ad avere una febbre e respiro corto. Dopo qualche giorno chiusa in casa, in attesa che la febbre passasse, decide di iniziare a chiamare i numeri dedicati. Le sue prime telefonate risalgono alla sera del 6 marzo e ancora oggi Claudia non ha ricevuto una risposta definitiva dalla Asl.

Solo il giorno dopo riesce finalmente, dopo un’ora e quaranta di attesa in linea, a parlare con un operatore della Regione Lazio che dopo averle posto alcune domande le risponde così: “Secondo noi lei è da tampone, se la sua insufficienza respiratoria è grave le mandiamo un’ambulanza subito altrimenti le passo il 118″. “Ho pensato di non voler sprecare un’autoambulanza per me perciò il 118 mi ha comunicato di avermi segnalato alla Asl chiedendo un tampone”, spiega Claudia. Da questo momento comincia a essere ‘attenzionata’ con telefonate quotidiane, ma nessuno viene a farle il tampone. Nonostante questo Claudia ancora non è riuscita a capire cosa deve fare, sede o meno aspettare di effettuare il tampone richiesto dalle autorità competenti.

Anche stamattina Claudia sta tentando in tutti i modi di contattare la Asl ma senza successo. In totale ci comunica di aver fatto oltre quaranta telefonate da stamattina. Nel frattempo la febbre è passata, il respiro corto anche. “Potenzialmente potrei aver avuto il virus ed essere guarita da sola o magari non avere avuto mai nulla chi lo sa – ci dice al telefono rassegnata – il punto è che con le nuove norme io non ho ancora ricevuto il tampone e non so se posso uscire di casa per andare a fare la spesa almeno. Chiamo da quasi una settimana la Asl per avere notizie, mi trovo in un vero limbo ed è incredibile. Sia la Regione che il 118 hanno detto che devo fare il tampone e mi avrebbe contattato la Asl ma da sabato 7 marzo sono ancora in attesa e non so più cosa fare”.