Coronavirus. Ingegneri informatici del Center for Systems Science and Engineering (CSSE) dell’Università Johns Hopkins (Stati Uniti) hanno messo a punto un’elegante mappa interattiva che mostra la diffusione del coronavirus nel mondo. Viene costantemente aggiornata con i dati raccolti dai principali enti sanitari internazionali e nazionali, risultando di rapida e agevole consultazione.

Nel momento in cui stiamo scrivendo, i casi accertati dell’infezione respiratoria causata dal nuovo coronavirus emerso in Cina (2019-nCoV) sono 2.886, mentre le vittime sono salite a 81. Si tratta di cifre in costante aggiornamento, che continuano a salire giorno dopo giorno col rilascio dei bollettini ufficiali da parte delle autorità sanitarie. Il virus ha infatti rapidamente “abbandonato” la città di Wuhan, nel cui mercato avrebbe compiuto il salto di specie (da un animale non ancora identificato all’uomo), e diversi casi si stanno ormai registrando in vari Paesi. L’epidemia si sta dunque allargando, ma comprenderne i “confini” può risultare piuttosto complicato basandosi sui soli testi delle notizie. In nostro aiuto giunge un’eccezionale mappa dinamica – e in costante aggiornamento – messa a punto dagli ingegneri informatici della prestigiosa Università Johns Hopkins di Baltimora, nel Maryland (Stati Uniti).

La mappa, dal punto di vista tecnico, è una vera e propria dashboard online, ricchissima di informazioni utili a capire la portata del fenomeno. Al centro dell’immagine, dominata da una tonalità grigio scuro, è presenta una dettagliata cartina geografica dove è possibile individuare i casi dei contagi, indicati con un pallino rosso. Maggiori sono le dimensioni dei pallini, più elevata è la concentrazione di contagiati nella zona. Attraverso la funzione zoom i casi possono essere isolati per nazione, regione, provincia e persino singola città. La cartina è accompagnata da una serie di finestre aggiuntive che rendono la fruizione dell’applicazione ancor più rapida e agevole; in alto a sinistra, ad esempio, c’è indicato il numero totale di contagiati con l’orario dell’ultimo aggiornamento, mentre in alto a destra c’è quello delle vittime accertate. Nella colonna di sinistra, appena sotto al computo totale dei casi, c’è una finestra che riporta il numero casi suddivisi per Regione/Nazione (in cima alla lista al momento c’è ovviamente la Cina, seguita dagli 8 casi di Hong Kong e Thailandia, sino ai singoli in Canada e Nepal). A destra c’è una finestra simile, ma affiancata dai pallini e con le indicazioni dei decessi legati alla singola area geografica. In basso a sinistra si trova inoltre un piccolo grafico che mostra l’andamento temporale dell’epidemia in Cina (linea arancione) e nel resto del mondo (linea gialla). Dal grafico si percepisce l’impennata dei casi registrati avvenuta tra il 20 e il 25 gennaio. Sono presenti anche le funzioni legenda e segnalibro per orientarsi al meglio nella consultazione della mappa.

A mettere a punto questo utilissimo software sono stati gli scienziati del Center for Systems Science and Engineering (CSSE), integrato nel Dipartimento di Ingegneria Civile e dei Sistemi presso l’Università Johns Hopkins. I dati vengono costantemente raccolti dai principali enti sanitari internazionali e nazionali. Fra essi vi sono l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO); i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani; l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC); i CDC China; NHC e DXY. Quest’ultimo è un servizio cinese che aggrega i dati dei contagi praticamente in tempo reale. Tutte le informazioni vengono elaborate dall’algoritmo messo a punto dagli ingegneri e vengono distribuiti in modo semplice ed elegante sulla mappa interattiva. Si tratta in definitiva di uno strumento decisamente utile e ben progettato.

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