Coronavirus. Circa il 15 per cento di coloro che sono stati controllati all’arrivo in Puglia pare avesse già alcuni possibili sintomi della malattia come la febbre o sintomi simil influenzali. Ora diversi genitori o comunque famigliari di studenti e lavoratori tornati frettolosamente in Regione da zone focolaio della pandemia di COvid-19 sono positivi al coronavirus.

Quello che tutti temevano purtroppo è avvenuto, ci sono molti contagiati da coronavirus tra i parenti di chi si è messo frettolosamente in viaggio da nord verso sud nelle ore in cui era trapelato il decreto del governo che stabiliva il lockdown nelle regioni settentrionali come Lombardia e Veneto. Come ha raccontato il direttore del reparto di Malattie infettive al Policlinico di Bari al Corriere del Mezzogiorno, infatti, al Policlinico sono ricoverate per Coronavirus molti genitori o comunque famigliari di studenti e lavoratori tornati frettolosamente in Regione da zone focolaio della pandemia di COvid-19. Un dato quasi scontato se si pensa che, secondo quanto riporta Repubblica circa il 15 per cento di coloro che sono stati controllati all’arrivo in Puglia pare avesse già alcuni possibili sintomi della malattia come la febbre o sintomi simil influenzali.

Per questo a preoccupare ora in Puglia sono i numeri dei rientri visto che dal nord, secondo una stima, sono rientrate in regione circa 23mila persone solo tra quelle segnalate in arrivo con mezzi pubblici e che hanno autodenunciato la loro presenza, senza contare chi è sfuggito ai controlli ad esempio rientrando con mezzi propri il cui numero viene valutato attorno ai diecimila . Il picco dei rientri si è avuto nei giorni 8 e 9 marzo ma i numeri sono cresciuti costantemente nel corso dei giorni sebbene esista il blocco sostanziale dei trasporti. Soltanto nelle ultime ore ad esempio si sono contati altri 643 rientri nonostante gli inviti a non muoversi e i divieti imposti dalle varie regioni e a livello nazionale.

Proprio per evitare il diffondersi del contagio il governatore Michele Emiliano ha emesso una ordinanza in cui obbliga tutti coloro che rientrano in Puglia ad autosegnalarsi e a restare in isolamento 14 giorni. Questo però non ha evitato il contagio tra i parenti più prossimi  molti dei quali in questi giorni si sono ammalati finendo ricoverati nel reparto di Malattie infettive del Policlinico di Bari