Coronavirus. Calogero Giovanni Rizzo, 60 anni compiuti l’11 marzo, e Roberto Rossi, 64 anni, sono morti due giorni fa in Lombardia: erano due dipendenti di Poste Italiane a hanno contratto il cornavirus al lavoro, a causa del contatto ravvicinato con i clienti degli sportelli e gli altri colleghi negli uffici.

Dopo i primi due decessi nella bergamasca altri due dipendenti di Poste Italiane hanno perso la vita a causa del coronavirus. Calogero Giovanni Rizzo, 60 anni compiuti l’11 marzo, è morto due giorni fa a causa del covid-19 dopo essere stato a lungo ricoverato in ospedale in gravissime condizioni. Lavorava come sportellista all’ufficio postale di Merate, in provincia di Lecco, e in seguito alla sua positività alla malattia l’ufficio postale della cittadina lombarda era stata chiusa solo per il tempo necessario a consentirne la sanificazione degli ambienti. Il 60enne, originario della provincia di Agrigento, era dipendente di Poste Italiane dal 1980 e a febbraio aveva tagliato il traguardo dei quarant’anni di servizio. Era padre di due figli.

Oltre a lui lunedì un altro dipendente di Poste Italiane è stato ucciso dal coronavirus: si tratta di Roberto Rossi, 64 anni, sportellista  all’ufficio postale di San Colombano al Lambro, fra le province di Lodi e di Pavia. Era un volontario: si era offerto lui di tornare a lavorare perché sentiva di dover adempiere al dovere di garantire il servizio ai tanti anziani e pensionati che continuavano a frequentare le Poste, non sempre con motivi di vera urgenza. Roberto è deceduto la sera del 23 marzo: anche lui aveva contratto il coronavirus al lavoro, malgrado avesse indossato mascherina e guanti protettivi.

I due postini morti lunedì si sommano agli altri due deceduti le scorse settimane: erano impiegati uno in un centro di recapito e l’altro in un ufficio postale di due Comuni della provincia di Bergamo. Per garantire condizioni migliori di sicurezza, Poste Italiane ha installato in tutti gli uffici non attrezzati dei pannelli in plexiglass che garantiscono una separazione netta tra l’operatore e il cliente. Adesso, dei 12 mila uffici presenti in tutta Italia, sono operativi diecimila a giorni alterni. Non tutti i dipendenti tuttavia si sentono al sicuro: in molti continuano a segnalare l’impossibilità di rispettare il distanziamento di almeno un metro dai clienti e dagli altri dipendenti al lavoro negli uffici.