Coronavirus. Decine di scienziati italiani hanno firmato una drammatica lettera nella quale invitano i colleghi a sollecitare i propri governi ad agire subito contro il coronavirus, definito “rapido e letale”. I ricercatori sottolineano che aver attivato il lockdown con 8 giorni di ritardo rispetto alla Cina determinerà in Italia un significativo aumento nel numero di morti rispetto al Paese asiatico.

Gli scienziati italiani, supportati da alcuni colleghi stranieri, hanno scritto una drammatica lettera aperta rivolta alla comunità scientifica tutta, affinché ogni singolo studioso si impegni a sollecitare il proprio governo a prendere misure drastiche nella lotta contro il coronavirus SARS-CoV-2. È un accorato appello suffragato non solo dai tristi numeri che riguardano il nostro Paese, ma anche dal riferimento alle curve di crescita della COVID-19, che risultano praticamente sovrapponibili tra i vari Paesi (benché con numeri sensibilmente diversi fra loro).

“Come sicuramente saprai – esordiscono gli scienziati – l’Italia sta subendo una drammatica diffusione del coronavirus”. “In sole 3 settimane dall’inizio dell’epidemia – proseguono – il virus ha raggiunto oltre 10mila persone infette” (nel momento in cui stiamo scrivendo, sulla base della mappa interattiva messa a punto dall’Università Johns Hopkins risultano oltre 12mila contagiati). Poi si soffermano sui dati più drammatici, ovvero su quel 10 percento di pazienti che richiede assistenza in terapia intensiva, e sul tasso di mortalità, che risulta essere circa del 5 percento, più elevato rispetto a quello registrato in altri Paesi (secondo gli scienziati tra le cause vi sono l’età avanzata della popolazione italiana e la possibilità che il numero di persone contagiate sia sensibilmente superiore).

“Siamo ora nella tragica situazione in cui il sistema sanitario più efficiente della zona più ricca del paese (Lombardia) è quasi al massimo della sua capacità e sarà presto difficile aiutare più persone con la Covid-19”, sottolineano gli esperti, ricordando che è stato ordinato “un blocco quasi completo del Paese” con l’obiettivo di rallentare – e nella speranza di fermare – il contagio il più presto possibile. Il virus, spiegano gli esperti, “si sta diffondendo alla massima velocità, raddoppiando il numero di persone infette in soli 2,4 giorni”.

Analizzando le curve di crescita del coronavirus, gli autori della lettera hanno osservato che tutti i Paesi europei stanno “sperimentando lo stesso tasso di velocità di contagio”, trovandosi dietro all’Italia soltanto di pochi giorni. In altri termini, stanno per sperimentare la stessa, drammatica diffusione esponenziale del patogeno. “L’inizio dell’epidemia ha avuto lo stesso numero esatto di infezioni in Cina, Italia e altri Paesi”, affermano gli scienziati, un dato confermato a fanpage dal dottor Riccardo Spezia, chimico-fisico della Sorbonne Université di Parigi esperto di cinetica delle reazioni chimiche, le cui curve hanno un andamento esponenziale analogo a quello delle curve epidemiologiche. Lo specialista è tra le decine di firmatari della lettera.

La differenza tra la Cina e l’Italia sono le misure draconiane imposte nella città di Wuhan (dove il virus è emerso alla fine di novembre scatenando il primo focolaio epidemico) e nella provincia dello Hubei, attuate “con fermezza e rapidità” con otto giorni di anticipo rispetto all’Italia. Questo ritardo, spiegano i ricercatori, determinerà “un enorme aumento del numero di decessi totali in Italia rispetto alla Cina”.

Gli scienziati sottolineano che per i non addetti ai lavori è difficile cogliere “il modo in cui un aumento esponenziale della frequenza può sfuggire al controllo”, e dunque le tragiche conseguenze di un contagio come quello scatenato dal coronavirus. “Come scienziato, lo capisci sicuramente”, scrivono gli autori, “capisci anche che, fintanto che il tasso di aumento è esponenziale, nessuna soluzione lineare per contrastarlo funzionerà”, come l’aumento dei posti in terapia intensiva. Non sono efficaci nemmeno misure di contenimento lasse, come quelle di richiedere alle persone di non formare assembramenti.

Alla luce di queste drammatiche considerazioni, gli scienziati fanno un appello al ricercatore che legge, per sollecitare il proprio governo ad agire subito, per “fermare attivamente il virus”. Si ricorda che in molti Paesi europei c’è ancora tempo per fare un blocco (lockdown) come quelli visti in Cina e Corea del Sud, ottenendo risultati “con meno sforzi e costi” di quelli che sono ora necessari in Italia. “Se l’Italia avesse agito con forza solo 10 giorni fa, e questo è più o meno dove sei ora, ci sarebbero stati molti meno decessi e problemi economici”, ammoniscono gli autori della lettera. Il testo si conclude esortando di prendere esempio dalla Corea del Sud e dalla Cina, perché “non c’è altro modo”. “Per favore fai del tuo meglio per sollecitare il tuo governo ad agire ora! Il tempo è il nostro nemico comune in quanto il virus è molto veloce e davvero letale. Ogni minuto è estremamente importante in quanto significa salvare vite umane. Non sprecarlo! Prenditi cura di te”.